Home » Malasanità Risarcimento Danni2 » Il danno da perdita di chance

Il danno da perdita di chance

Il danno risarcibile

Il danno da perdita di chance si realizza quando il soggetto leso, a causa del verificarsi dell'inadempimento e dell'illecito, perde la possibilità concretamente esistente, di conseguire un vantaggio economico, consistente nel mancato conseguimento di un determinato bene o risultato positivo.

La perdita di chance configura, quindi, una autonoma voce di danno patrimoniale attuale, già presente nel patrimonio del soggetto al verificarsi dell'illecito e che va commisurato non alla mera perdita del risultato, bensì alla perdita di possibilità di conseguire un risultato positivo.

Il danno potrà essere risarcito a condizione che il danneggiato dimostri la sussistenza di un rapporto di causalità tra il fatto e la ragionevole probabilità della verificazione futura del danno.

La giurisprudenza ha iniziato ad ammettere la possibilità di risarcire questo tipo di danni, con la sent. 500/1999 delle Sezioni unite, con la quale viene evidenziato che per danno ingiusto deve intendersi qualsiasi tipo di danno subito dalla vittima e quindi non solo quello derivante dalla lesione di diritti soggettivi. Vi rientrano, pertanto, anche le legittime aspettative di natura patrimoniale, tra le quali la perdita di chance.

Solo con la sentenza 4400/2004, tuttavia, si giunge alla visione della chance come entità patrimoniale a sé stante giuridicamente rilevante.

Con riferimento alla quantificazione del danno, l'opinione prevalente considera la perdita di chance come danno emergente e, cioè, come lesione di un elemento già esistente nel patrimonio del danneggiato la cui violazione diventa perdita in senso stretto, ossia vanificazione effettiva del perseguimento del guadagno sperato.

La giurisprudenza lo ritiene risarcibile qualora ne sia approvata l'esistenza tramite un calcolo di probabilità e presunzioni: calcolo che verte sul rilievo di fatti ancora esistenti al momento dell'evento danneggiante.

La sua valutazione sarà poi espressa in percentuale, calcolata rispetto al suo ammontare e consistente nel mancato conseguimento del vantaggio economico prospettato.

Ai fini del risarcimento, il danneggiato deve fornire una duplice prova e cioè quella del nesso causale (sulla base del criterio del più probabile che non) e quella sulla ragionevole probabilità di verificazione della chance.

Provata l'esistenza del danno, per la monetizzazione si farà riferimento all'utile economico realizzabile diminuito di un coefficiente di riduzione, rapportato in termini percentuali al grado di probabilità di conseguirlo.

Nel caso in cui non sia possibile determinare il danno nel suo ammontare, potrà farsi ricorso alla liquidazione in via equitativa ex artt. 1226 e 2056 cc, ricorrendo a presunzioni in ordine alla sua esistenza.

Se hai subito un danno a causa di un medico o di una struttura sanitaria o sei il familiare o amico della vittima e Vuoi essere assistito dai professionisti dello studio COVA, puoi contattare il nr. 051.3399499 ovvero compila questo modulo.