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Responsabilità medica

Responsabilità medica

Quando si parla di responsabilità medica, (o più generalmente, di responsabilità sanitaria) si fa riferimento alla responsabilità di una pluralità di soggetti con diverse qualifiche e cioè struttura sanitaria, medici, paramedici, ausiliari, ecc.

Si tratta di un argomento complesso e di grande attualità, nel quale confluiscono importanti istituti giuridici ed ovvie esigenze di contemperamento degli interessi contrapposti e di equità.

In Italia la sanità funziona generalmente bene, sicuramente meglio che in tanti altri paesi ed il livello di preparazione degli esercenti la professione sanitaria è molto elevata.

Tuttavia, quando un medico sbaglia e causa dei danni, spesso gravissimi o addirittura mortali, è giusto che paghi, sia penalmente che civilmente.

Sotto il profilo penale, tuttavia, è molto difficile riuscire a dimostrare la responsabilità del sanitario, sia per la rigorosità del nesso causale richiesta dal diritto penale, sia perché, sulla base di nuove norme da poco approvate, è sufficiente che egli dimostri di avere seguito le linee guida e le buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica per andare esente da responsabilità per colpa lieve.

Se il sanitario si attiene alle linee-guida può, quindi, essere ritenuto responsabile del reato commesso unicamente se è in colpa grave, mentre non ne risponderà in caso di colpa lieve.

Questo limita di molto la possibilità di ottenere condanne penali ed infatti la gran parte dei sanitari ottiene l’archiviazione del procedimento o l’assoluzione nel corso del processo.

I più comuni profili di responsabilità penale del medico sono: omicidio colposo, lesioni personali colpose, falsità materiale in atto pubblico, falsità ideologica, rifiuto d’atti d’ufficio.

In due casi, tuttavia, è opportuno presentare una denuncia: quando si ritenga che sia necessario che debba essere disposta un’autopsia e se si ha motivo di ritenere che la cartella clinica possa essere stata falsificata o fatta sparire.

Diversa è la regolamentazione giuridica del risarcimento del danno che è il frutto di una lenta elaborazione giurisprudenziale alla luce della quale si possono sintetizzare alcuni principi.

La responsabilità civile della struttura sanitaria (pubblica e/o privata che sia) presso la quale il paziente si è rivolto per ricevere le prestazioni sanitarie è contrattuale, in quanto basata su un contratto e così è definita dalla L. 08.03.2017 n. 24; la responsabilità del medico che abbia assunto l'obbligo nei confronti del paziente è contrattuale; diventa extracontrattuale quale il medico sia dipendente di una struttura sanitaria.

La responsabilità dell’ente nei confronti dei pazienti può conseguire, da un lato, a norma dell’art. 1218 del codice civile all’inadempimento delle obbligazioni che sono direttamente a carico dell’ente medesimo e dall’altro lato, a norma dell’art. 1218 del codice civile, all’inadempimento della prestazione medico professionale del sanitario che assume la veste di ausiliario del debitore.

Non è necessario che il medico sia legato da rapporto di lavoro subordinato con l’ospedale: infatti, ai sensi dell’art. 1228 del codice civile, il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, risponde dei fatti dolosi e colposi di costoro.

La struttura risponde anche nei casi in cui un intervento sia stato effettuato da un medico di fiducia del paziente, nei casi in cui la scelta cada su un professionista inserito nella struttura sanitaria.

Risponde altresì di tutti i danni che si sono verificati al suo interno, ivi comprese le infezioni nosocomiali.

La natura contrattuale della responsabilità comporta che il diritto a chiedere il risarcimento del danno si prescriva in dieci anni; di cinque anni, invece, è la prescrizione della responsabilità extracontrattuale.

I danni di cui chiedere il risarcimento sono il danno non patrimoniale nelle sue varie sottocategorie del danno biologico, danno morale e danno esistenziale ed il il danno patrimoniale, sia sotto il profilo del danno emergente (costi sostenuti per riparare il danno, spese mediche, ecc.) che del lucro cessante (mancati guadagni determinati dalla prolungata malattia).

E' risarcibile, altresì, il DANNO DA PERDITA DI CHANCHE, che alcuni ritengono trattarsi di danno emergente, altri di lucro cessante.

Se hai subito un danno a causa di un medico o di una struttura sanitaria o sei il familiare o amico della vittima e Vuoi essere assistito dal mio studio, puoi contattare i professionisti al nr. 051.3399499 ovvero compila questo modulo .