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Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 N. R.G. 3869/2012

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO di BOLOGNA TERZA SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Maria Laura Benini ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nelle cause civili di I Grado riunite iscritte la N. R.G.. 3869/2012 promossa da: D.XXXXXX M.XXX R.XXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX) in proprio e nella sua qualità di genitore esercente la potestà sulla minore R.XXX G.XXXX, con il patrocinio dell' avv. R.XXXX C.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in V.XXX XXXXXXXX 13 40125 B.XXXXX presso lo studio dell' avv. C.XXXXXXX C.XXXXX ATTORE

contro

UNIPOL ASSICURAZIONI SPA - GIA' UGF ASSICURAZIONI SPA (C.F. ), con il patrocinio dell' avv. F.XXXXXXXX C.XXXX, elettivamente domiciliato in VIA CADUTI DI XXXXXXXXX N. 2 40100 B.XXXXX presso il difensore avv. F.XXXXXXXX C.XXXX A.XXXX O.XXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell' avv. I.XXXX F.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in XXXXXXXXXXX 88/A 23807 MERATE presso il difensore avv. I.XXXX F.XXXXXXX C.XXXXXXX A.XXXX O.XXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell' avv. I.XXXX F.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in XXXXXXXXXXX 88/A 23807 MERATE presso il difensore avv. I.XXXX F.XXXXXXX G.XXXXXX O.XXXXX (C.F. ), con il patrocinio dell' avv. I.XXXX F.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in XXXXXXXXXXX 88/A 23807 MERATE presso il difensore avv. I.XXXX F.XXXXXXX C.XXXXXX O.XXXXX TERZ pagina 1 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 la N. R.G. 17721/2012 promossa da: UNIPOL ASSICURAZIONI SPA - GIA' UGF ASSICURAZIONI SPA (C.F. ), con il patrocinio dell' avv. F.XXXXXXXX C.XXXX, elettivamente domiciliato in VIA CADUTI DI XXXXXXXXX N. 2 40100 B.XXXXX presso il difensore avv. F.XXXXXXXX C.XXXX ATTORE

contro

G.XXXXXX O.XXXXX (C.F. ), con il patrocinio dell' avv. I.XXXX F.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in XXXXXXXXXXX 88/A 23807 MERATE presso il difensore avv. I.XXXX F.XXXXXXX A.XXXX O.XXXXX (C.F. XXXXXXXXXXXXXXXX), con il patrocinio dell' avv. I.XXXX F.XXXXXXX, elettivamente domiciliato in XXXXXXXXXXX 88/A 23807 MERATE presso il difensore avv. I.XXXX F.XXXXXXX CONVENUTI

CONCLUSIONI

R.XXX D.XXXXXX M.XXX ha concluso come da foglio depositato in via telematica in data 23 maggio 2017. Unipol Assicurazioni S.p.a. ha concluso come da foglio depositato in via telematica in data 24 maggio 2017. A.XXXX O.XXXXXX ha concluso come da foglio depositato in via telematica in data 24 maggio 2017. G.XXXXXX O.XXXXXX ha concluso come da foglio depositato in via telematica in data 24 maggio 2017. .ro ILI ILI ILI ILI Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Con atto di citazione regolarmente notificato in data 12 marzo 2012, D.XXXXXX M.XXX R.XXX, in proprio e quale genitore esercente la patria potestà sulla minore G.XXXX R.XXX, convenne in giudizio Unipol Assicurazioni S.p.a. e A.XXXX O.XXXXX, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, subiti da lui e dalla figlia a seguito della morte della moglie M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX. Giovi premettere che in data 22 luglio 2010, all' altezza del km 217, 00 dell' autostrada Salerno- Reggio Calabria (direzione sud), la vettura Dacia Sandero, targata XXXXXXX, condotta dalla Sig. ra G.XXXXXX M., perse il controllo per cause rimaste ignote e si ribaltò più volte.

Nella vettura si trovavano: G.XXXXXX M. (conducente), O.XXXXX A.XXXX (marito della G.XXXXXX), O.XXXXX C.XXXXXXX (figlio di G.XXXXXX M. e O.XXXXXX A.XXXX), O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX (figlia di G.XXXXXX M. e di O.XXXXX A.XXXX, nonché moglie dell' attore) ed O.XXXXX G.XXXX (figlia di O.XXXXXX M.XXXXXXXXXXX e dell' odierno attore). Il Sig. D.XXXXXX M.XXX R.XXX avrebbe raggiunto successivamente il nucleo familiare che, all' epoca del sinistro, si stava recando in vacanza.

La sig. ra O.XXXXXX M.XXXXXXXXXXX è deceduta poco dopo l' urto, precisamente durante il trasporto in eliambulanza all' ospedale di Cosenza.

LLI ILI pagina 2 di 15 ILI Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 La conducente dell' auto, invece, è deceduta circa tre mesi dopRepert. n. 239/2018 del 12/01/2018 La piccola G.XXXX venne trasportata al Pronto Soccorso dell' Ospedale di Cosenza, ove le fu diagnosticata "frattura scomposta della clavicola destra", per il che venne ricoverata e dimessa in data 27 luglio 2010. Per quanto sopra, l' attore ha chiesto al Tribunale di Bologna (R.G. 3869/2012), previo accertamento dell' esclusiva responsabilità della conducente nella verificazione del sinistro, di condannare O.XXXXX A.XXXX, quale proprietario della vettura, ed Unipol Assicurazioni S. P. A. al risarcimento del danno non patrimoniale in favore di R.XXX D.XXXXXX M.XXX e di R.XXX G.XXXX, nonché del danno patrimoniale, sotto forma sia di danno emergente quanto di lucro cessante, in favore di entrambi.

Al suindicato procedimento in data 11/07/2013 venne riunito il N.R.G. 17721/2012, mediante il quale Unipol Assicurazioni S.p.a., riassunse il giudizio già precedentemente instauratosi avanti al Tribunale di Monza, con il quale in data 19/3/2012 G.XXXXXX O.XXXXX (fratello di M.XXXXXXXXXXX, non presente al momento dell' urto) convenne in giudizio Unipol Assicurazioni S.p.a. ed A.XXXX O.XXXXX per sentirli condannare in solido al risarcimento di tutti i danni causati dal sinistro.

Il Tribunale di Monza, in data 31 ottobre 2012 declinò la propria competenza in favore dei Tribunali di Bologna e/o Castrovillari.

In data 23 marzo 2012 Unipol Assicurazioni S.p.a. ricevette ulteriore notifica di atto di citazione da parte di A.XXXX O.XXXXX, innanzi al Tribunale di Castrovillari, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti a seguito dell' incidente, sia quanto alle lesioni da lui riportate, sia quanto ai danni per la perdita della figlia M.XXXXXXXXXXX.

In data 13 novembre 2012 il Giudice dispose l' integrazione del contraddittorio nel presente procedimento nei confronti di A.XXXX, G.XXXXXX e C.XXXXXXX O.XXXXX.

Solo C.XXXXXXX O.XXXXX è rimasto contumace, con la conseguenza che il presente procedimento vede, ad oggi, come parti costituite Unipol Assicurazioni S.p.a., D.XXXXXX M.XXX R.XXX (in proprio e quale padre di G.XXXX), A.XXXX O.XXXXX e G.XXXXXX O.XXXXX.

Accanto alle richieste già esaminate proposte da D.XXXXXX M.XXX R.XXX, A.XXXX O.XXXXX ha chiesto al Tribunale di Bologna di essere manlevato da qualunque responsabilità in virtù della polizza assicurativa, di accertare l' esclusiva responsabilità della defunta moglie nella causazione del sinistro, nonché di condannare Unipol Assicurazioni S.p.a. al risarcimento dei danni patrimoniali (spese mediche sostenute a causa delle lesioni, spese funerarie, spese dentistiche e danni futuri emergenti) e non patrimoniali, quali danni da perdita del rapporto parentale, in virtù della morte della figlia M.XXXXXXXXXXX.

G.XXXXXX O.XXXXX ha chiesto in via preliminare l' accertamento della responsabilità esclusiva di G.XXXXXX M. nella causazione del sinistro e, per l' effetto, la condanna di Unipol Assicurazioni S.p.a. e di A.XXXX O.XXXXX (quale proprietario del veicolo) al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali scaturiti dal sinistro.

Unipol Assicurazioni S.p.a., all' atto della costituzione e nelle memorie ex art. 183, comma 6, c.p.c., ha eccepito la sussistenza del concorso di colpa, ai sensi e per gli effetti dell' art. 1227 c.c., di M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, in quanto risulterebbe agli atti che la stessa viaggiasse priva di cintura di sicurezza correttamente allacciata.

Ha altresì contestato tutte le richieste risarcitorie avanzate dalle controparti, ritenendo satisfattivi gli acconti già versati, che ammontano: Euro 100.000, 00 per D.XXXXXX M. R.XXX Euro 156.300, 00 per G.XXXX R.XXX Euro 21.000, 00 per G.XXXXXX O.XXXXX Euro 125.000, 00 per A.XXXX O.XXXXX.

Ha ribadito che il risarcimento dovuto a seguito del sinistro, onnicomprensivo rispetto a tutti i danneggiati, non potrebbe comunque superare i 5 milioni di Euro, in base a quanto pattuito nella polizza assicurativa.

pagina 3 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 La causa è stata istruita mediante CTU medico legale su DRepert. n. a 239/2018idel 12/01/2018 G.XXXXXX O.XXXXX, CTU cinematico-ricostruttiva, prova per testi della sig. ra D.XXXXX R.XXX.

E' stata altresì acquisita agli atti la CTU medico legale relativa al Sig. A.XXXX O.XXXXX, disposta dal Giudice del Tribunale di Castrovillari, in seno al procedimento N.R.G. 439/2012. *** sulla competenza del Tribunale di Bologna relativamente alle domande avanzate da A.XXXX O.XXXXXX.

In via preliminare deve analizzarsi la posizione processuale di A.XXXX O.XXXXX.

Lo stesso è padre della defunta M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, nonché marito di G.XXXXXX M., conducente dell' autovettura e anch' essa deceduta a seguito dei traumi riportati in occasione del sinistro.

Come sopra visto, A.XXXX O.XXXXX agì in giudizio innanzi al Tribunale di Castrovillari, competente in quanto Giudice del luogo in cui si è verificato il fatto, nei confronti di Unipol Assicurazioni S.p.a.

L' atto di citazione fu notificato in data 19/23 marzo 2012. Con esso l' attore richiedeva il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti a causa del sinistro, nel quale egli era terzo trasportato.

Nel dettaglio erano richiesti il danno biologico, il danno da perdita parentale, il danno psichico e i danni futuri.

In tale data era tuttavia già pendente il presente procedimento, in quanto sia A.XXXX O.XXXXX che Unipol Assicurazioni S. P. A ricevettero la notifica dell' atto di citazione da parte del sig. R.XXX in data 12 marzo 2012. Posto che le richieste avanzate da A.XXXX R.XXX innanzi al Tribunale Felsineo e a quello di Castrovillari sono le medesime, si è verificato uno "sdoppiamento"di azioni con medesimo petitum. Deve pertanto farsi riferimento a quanto previsto dall' art. 39 c.p.c. A ben vedere, nel caso che occupa ricorre una ipotesi di continenza ("la continenza ricorre- invece- quando due o più cause, pur essendo caratterizzate da identità nelle persone e nella causa petendi, differiscono nel petitum delle domande proposte, nel senso che l' una è contenuta nell' altra, per una maggiore estensione del petitum di quest' ultima", Cass. Civ. 6558/1985); essa sussiste, infatti, anche qualora le parti nel giudizio "contenente"siano più di quelle del giudizio "contenuto", "la continenza ricorre non solo quando due procedimenti siano caratterizzati da identità di soggetti, identità non esclusa, peraltro, dalla circostanza che in uno dei due giudizi sia presente anche un soggetto diverso... ", (Cass. Civ. n. 27710/2005). Per il che, ferma la competenza del Tribunale di Bologna in virtù della regola relativa al foro del luogo in cui ha sede il convenuto, il Giudice del Tribunale di Castrovillari, preso atto della pendenza del procedimento de quo, avrebbe dovuto dichiarare la continenza con ordinanza e fissare un termine perentorio entro il quale le parti avrebbero dovuto riassumere la causa innanzi a questo Giudice.

Non avendo tuttavia operato in tal senso, deve concludersi circa la competenza di questo Giudice a decidere anche relativamente alla posizione di A.XXXX O.XXXXX, in quanto il Tribunale di Bologna è stato adito preventivamente, ed è innanzi a detto Ufficio che pende la causa "contenente". Quanto all' "an"delle richieste risarcitorie avanzate nei confronti di Unipol Assicurazioni S.p.a.

necessario che questo Giudice ricostruisca la dinamica del sinistro occorso in data 22 luglio 2010, alle ore 07, 50, nel territorio del Comune di Tarsia (CS) in autostrada A3 (SA-RC), carreggiata sud, all' altezza della progressiva chilometrica 217.540, località CASELLE. Risulta agli atti che l' autovettura Dacia, targa XXXXXXX, condotta da G.XXXXXX M. e di proprietà di A.XXXX O.XXXXX, nel tragitto perse il controllo per cause rimaste sconosciute e subì diversi cappottamenti.

Daidone verbali redatti dagli Agenti della Polizia di Stato, intervenuti nell' immediatezza, risulta che G.XXXXXX M. fosse alla guida dell' auto, che alla sua destra nel sedile anteriore fosse collocato il pagina 4 di 15 .ro ILI ILI ILI ILI LLI ILI ILI Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 figlio C.XXXXXXX O.XXXXX e che dietro alla conducente fosse seRepert.rn. 239/2018 del 12/01/201 centrale la piccola G.XXXX e nel sedile posteriore, lato destro, il sig. O.XXXXX A.XXXX.

I verbalizzanti hanno riferito e sottoscritto che "Verosimilmente, in quest' ultimo cappottamento, il passeggero O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX, che originariamente, come prima specificato, prendeva posto sul lato sinistro del sedile posteriore veniva proiettata fuori dall' abitacolo, della stessa auto, rovinando al suolo, ed in ragione di ciò possiamo verosimilmente sostenere che la stessa non faceva, all' atto del sinistro, uso dei sistemi di ritenuta". In base a questo assunto, Unipol Assicurazioni S.p.a. si è costituita in giudizio rilevando il concorso di colpa di M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX nella verificazione dell'"evento morte": esso si sarebbe determinato a seguito della sua proiezione fuori dall' abitacolo della vettura, causata dal mancato uso corretto delle cinture di sicurezza.

Ciò risulterebbe provato, oltre che dalle verbalizzazioni sopra riportate, anche dalla circostanza che il padre ed il fratello, regolarmente cinturati, non hanno riportato gravi lesioni.

In base alle conclusioni dell' istituto assicurativo, ove la defunta Sig. ra O.XXXXX avesse avuto le cinture di sicurezza correttamente allacciate, non sarebbe deceduta.

Ciò porterebbe a ritenere l' assenza di nesso causale tra la condotta del responsabile e l' evento- decesso.

Sul punto ha fatto chiarezza la CTU cinematico- ricostruttiva redatta dall' Ing. G.XXXXXX S.XXXXXX, il quale ha provveduto, tra gli altri incombenti, a richiedere alla Procura della Repubblica di Castrovillari copia degli atti relativi al procedimento penale aperto a seguito del sinistro mortale.

Dagli atti emerge che, all' epoca, sul corpo di O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX non fu effettuato alcun esame esterno e/o autoptico. Il CTU, dunque, ha elaborato la sua relazione su tutte le restanti risultanze processuali, fra le quali il già citato verbale della Polizia di Stato, che pervenne alle suesposte conclusioni.

Tuttavia risulta agli atti che, nell' immediatezza dell' impatto, accorsero sul posto altresì diverse Ambulanze, nonché personale dei Vigili del Fuoco.

Gli operanti, in particolare, hanno dichiarato (cfr. pagg. 17 e 18 della CTU) che il loro intervento fu volto ad estrarre dall' auto i due feriti più gravi, poiché gli altri passeggeri già si trovavano all' esterno del veicolo nel momento in cui arrivò il personale dei Vigili del Fuoco.

Alla luce del fatto che i due feriti più gravi erano G.XXXXXX M. ed O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX, il CTU osserva che all' arrivo dei Vigili è ragionevole ritenere che la O.XXXXX fosse ancora all' interno dell' abitacolo.

A ciò il CTU aggiunge che la posizione in cui versava la O.XXXXX, desumibile dalle foto allegate agli atti, è incompatibile con la circostanza per la quale ella fu sobbalzata all' esterno dell' auto in conseguenza dell' urto (pag. 18 CTU). Inoltre, sempre in base alle risultanze fotografiche acquisite dall' Ing. S.XXXXXX, pare evidente che la portiera posteriore sinistra del veicolo, corrispondente alla posizione occupata dalla O.XXXXX, sia stata forzata (pag. 18 CTU), come pure il tetto della vettura.

Da tutto ciò l' Ing. S.XXXXXX evince che "Sembra evidente che O.XXXXX M.XX non poteva essere stata proiettata fuori dall' abitacolo. Per quanto attiene il corretto uso delle cinture da parte di O.XXXXX M. C.XXXXXX, sia nel caso sia stata proiettata fuori dall' abitacolo, come sostiene la Polizia Stradale e sia nel caso non lo fosse stata come emerge dalle circostanze sopra esaminate, lo scrivente non dispone di elementi per esprimersi". Il Consulente dà peraltro atto del fatto che la Polizia Stradale non ha effettuato i controlli relativi all' uso corretto della cintura di sicurezza, pertanto qualunque conclusione relativa al suddetto punto dovrà esclusivamente tenere conto delle altre risultanza documentali.

Peraltro la relazione esamina anche le conseguenze dell' uso e del mancato uso delle cinture di sicurezza in relazione all' evento, e afferma "si evidenzia che, se al momento dell' incidente la stessa, seduta sul sedile posteriore, avesse avuto correttamente allacciate le cinture di sicurezza, sarebbe stata sottoposta, visti i danni riportati da tutta la parte sinistra del tetto, a sollecitazioni analoghe a quelle pagina 5 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 cui è stata sottoposta la conducente G.XXXXXX M., che puR epert. n. t 2 39/201 8 del l12/0 1/201 che in seguito la portarono all' exitus", (pag. 31 CTU). Da ciò si evince che, ove effettivamente la O.XXXXX indossasse le cinture di sicurezza, le conseguenze cui la stessa sarebbe stata sottoposta sarebbero state le medesime verificatesi per la G.XXXXXX, essendo posizionate l' una dietro l' altra; circostanza, questa, confermata anche dal dott. R.XXXXX N.XXXXX, in data 19 dicembre 2016 (pag. 34 CTU). L' Ing. S.XXXXXX conclude affermando che M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX non poteva essere sbalzata fuori dalla vettura a causa dei ribaltamenti del veicolo, in quanto la portiera e il tetto dello stesso risultano essere stati forzati; la forzatura ha avuto il preciso scopo di estrarla dalle lamiere successivamente all' impatto.

In ogni caso, il CTU evidenzia che "in caso di corretto uso delle cinture da parte di M. C.XXXXXX O.XXXXXX, così come faceva la conducente G.XXXXXX M., si ritiene che la deformazione e lo schiacciamento del tetto particolarmente accentuato sulla parte sinistra avrebbero comportato anche sulla trasportata sul sedile posteriore sinistro lesioni analoghe a quelle riportate dalla conducente G.XXXXXX". Deve quindi concludersi nel senso di un' assenza di concorso di colpa di O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX, relativamente all' esito mortale, nonché di una responsabilità esclusiva di G.XXXXXX M., successivamente anch' essa deceduta, nella causazione dell' incidente.

Lo stesso C.XXXXXXX O.XXXXX, terzo trasportato, ha affermato che il sinistro si sarebbe verificato a causa della perdita di controllo del mezzo da parte della madre. Le motivazioni sono rimaste sconosciute non essendo presenti testimoni al momento del fatto.

Sui danni non patrimoniali patiti da G.XXXX R.XXX.

La piccola G.XXXX, nata il 19 ottobre 1999, all' epoca dei fatti aveva quasi undici anni ed era terza trasportata sulla vettura incidentata.

Il padre D.XXXXXX M.XXX R.XXX ha agito, anche in nome e per conto della minore, al fine di ottenere il risarcimento del danno biologico, tanto di natura psichica quanto fisica, del danno per la perdita del congiunto e del danno esistenziale.

Risulta agli atti che G.XXXX sia rimasta leggermente ferita a seguito del sinistro, tanto da dovere essere trasportata in ospedale, dal quale venne dimessa cinque giorni dopo il sinistro con diagnosi di "frattura scomposta della clavicola destra, lesione con perdita di sostanza ginocchio destro". Al fine di calcolare il quantum risarcitorio, deve farsi riferimento a quanto accertato in sede di CTU medico legale, alla quale la stessa è stata sottoposta.

Il dott. Ferrara, medico legale nominato da questo Tribunale, ha esaminato la situazione di G.XXXX, anche al fine di verificare la sussistenza o meno di un danno di natura psichica, unitamente al Prof. C.XXXXXX, giungendo alla conclusione per cui ".. .basandomi su quella che è la conoscenza medica che afferisce al tipo di lesività in questione, e tenuto altresì conto della documentazione sanitaria in atti, posso dire che l' inabilità temporanea totale è durata giorni 5, cui ha fatto seguito un periodo di inabilità temporanea parziale al 75% per 40 gg; ITP al 50% per altri 30 gg + 30 gg di ITM al 25%. Passando invece ad affrontare il problema dei postumi permanenti, in una considerazione globale di tutti gli elementi sopra esposti, proponibile una quota percentuale di danno biologico pari al 6%. Tale danno permanente non presenta alcuna ripercussione negativa accertata sulla capacità lavorativa-lucrativa del soggetto. Congrue e ragionevoli per indicazione- tipologia e criteriologia clinica, le spese sanitarie sostenute, per importo complessivo pari ad Euro 87, 57. non prevedibile al momento la necessità di ulteriori esborsi sanitari futuri di ordine terapeutico- specialistico". Le conclusioni cui giunge il CTU devono considerarsi condivisibili, tenendo conto del fatto che si tratta di lesione accertabile strumentalmente e di fatto accertata mediante esami radiologici allegati in atti ed eseguiti al momento del ricovero.

Non può riconoscersi alcuna personalizzazione per il danno estetico causato dalla cicatrice sul ginocchio. bene ricordare, infatti, che la personalizzazione rappresenta uno strumento attraverso il ILI ILI ILI pagina 6 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 quale il Giudice assicura alla vittima dell' illecito l' integralità Repert. n. t 239/2018 deli 12/01/201 può essere oggetto di personalizzazione: deve trattarsi di una deminutio apprezzabile ed effettiva, nonché ancorata alla tutela di un bene o di un interesse avente rilievo costituzionale.

Il danno estetico può essere oggetto di personalizzazione solo laddove il danneggiato dimostri che il peggioramento a livello fisico abbia concretamente determinato ripercussioni negative su determinati aspetti della vita di relazione della vittima (in questo senso, ex plurimis, Cass. Civ. sez. III, n. 11609/2011). Deve, in sostanza ricorrere un danno apprezzabile e valutabile che sia altro e maggiore rispetto a quello liquidato applicando le tabelle previste per il danno biologico che, come noto, già indicano valori "onnicomprensivi". Nel caso che ricorre si deve ritenere che il danno estetico subito da G.XXXX non possa considerarsi autonomamente risarcibile, giustificando così una personalizzazione.

Diverso discorso riguarda il danno psichico, rispetto al quale è in atti la relazione effettuata dal Prof. C.XXXXXX, quale ausiliario del dott. XXXXXXX.

Lo stesso nega che G.XXXX abbia subito un danno psichico derivante dalla morte della madre. Sebbene l' evento in questione sia senza dubbio gravemente traumatico, deve rammentarsi che il danno psichico ha connotazioni sue proprie, che sono diverse dalle sofferenze, di carattere anche psicologico, collegate ad un evento illecito, che tuttavia sono destinate a scemare con il passare del tempo. Il danno psichico, viceversa, indica la lesione della salute psichica dell' individuo che consiste nell' alterazione patologica dell' integrità psichica e dell' equilibrio di personalità, provocata da un evento traumatico di natura dolosa o colposa, che limita notevolmente ed in maniera durevole l' esplicazione di alcuni aspetti della personalità nel regolare svolgimento della vita quotidiana.

L' accertamento, pertanto, è soggetto a regole molto rigide, che devono consentire al giudice di comprendere se si tratti di un danno irreversibile, accertato medicalmente e corroborato da elementi fattuali esterni o se, viceversa, si tratti delle ripercussioni fisiologiche conseguenti ad un illecito.

Alla luce di ciò, è da condividersi la conclusione dell' ausiliario del CTU, quando, dopo avere periziato G.XXXX, afferma "il colloquio psicodiagnostico non ha permesso di evidenziare manifestazioni emotive e/o comportamentali rappresentative di una sofferenza psicologica clinicamente apprezzabile... R.XXX G.XXXX non presenta una condizione psicopatologica riconducibile all' evento luttuoso". La relazione tiene correttamente in debito conto la sofferenza profondissima che un trauma analogo può presentare sulla personalità di un minore, tuttavia può accadere, come nel caso che occupa, che il danneggiato impari a convivere con l' evento e che questo non incida in maniera patologica nel vissuto quotidiano.

Senza dubbio riconoscibile è il danno per perdita del rapporto parentale.

Lo stesso rappresenta il pregiudizio determinato dal fatto di non poter più godere della presenza della vittima e di non poter più sperimentare tutte quelle relazioni fatte di affettività, condivisione, solidarietà che caratterizzano un sistema di vita che viene irreversibilmente stravolto.

Lo stesso tutela una duplice categoria di beni: da un lato l' integrità ed unità della famiglia, quale cellula alla base della società, dall' altro la solidarietà familiare, quale nucleo primigenio di riferimento per i suoi componenti.

Trattasi di una autonoma categoria di danno, rispetto a quello biologico e morale, che è stata talvolta ricompresa nel danno esistenziale.

Per la liquidazione deve trovare applicazione la Tabella elaborata dal Tribunale di Milano nel 2014, che ad oggi rappresenta, come ribadito anche dalla giurisprudenza di legittimità, il criterio più congruo ed in linea con il, seppur scarno, dettato normativo.

Va invece respinta la richiesta di risarcimento del danno esistenziale, posto che la liquidazione del danno non patrimoniale, nei termini indicati dal CTU, unitamente al danno da perdita del rapporto parentale, si palesa come onnicomprensiva e totalmente satisfattiva, dovendosi evitare duplicazioni risarcitorie, a mente delle ben note sentenze di San Martino, (Cass. Civ. sent. nn. 26972/3/4/5). Né, pagina 7 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 d' altra parte, è stata data prova in giudizio dell' esistenza di Repert. rn. i 2 39/2018ndell12/01/2018 relazionale di G.XXXX e causalmente riconducibili all' illecito.

Tanto premesso, a G.XXXX R.XXX devono essere riconosciute le seguenti somme.

A titolo di danno biologico, in accordo con quanto statuito dal CTU, deve essere riconosciuta una percentuale di invalidità del 6% (rientrante, dunque, nelle "micro-lesioni", come quantificate dal Codice delle Assicurazioni), nonché ITT per 5 giorni, ITP al 75% per 40 giorni, ITP al 50% per 30 giorni ed ITP al 25% per 30 giorni.

Il danno biologico totale ammonta ad Euro 10.853, 26 (di cui euro 8157, 66 per IP ed euro 2695, 60 per IT). Le spese mediche riconosciute e documentate ammontano ad Euro 87, 57, che rivalutate ad oggi ammontano ad Euro 94, 31. Il danno da perdita del rapporto parentale a favore del figlio per la morte di un genitore è ricompreso, in base alle Tabelle del Tribunale di Milano, in un intervallo che oscilla da 163.990, 00 a 327.990, 00. Tenendo conto della tenera età della bambina, della sua presenza al momento del sinistro quando le condizioni della madre sono da subito apparse disperate e del disagio derivante dal venir meno della figura femminile materna in un momento assai vicino all' adolescenza, si stima equo liquidarlo in Euro 300.000, 00. Alla luce di quanto esposto, il danno totale ammonta ad Euro 310.947, 57. La somma deve, tuttavia, tenere conto dell' acconto già versato dall' istituto assicurativo, che ammonta ad Euro 156.300, 00 (150.000, 00 mediante apertura di libretto di deposito a risparmio, del quale è stata data notizia all' udienza del 12 luglio 2012 quando la somma è stata accettata a titolo di acconto sul maggior danno, e 6.300, 00 mediante assegno del 19 maggio 2011). Tenuto conto che gli acconti sono stati corrisposti in date diverse, deve individuarsi la data intermedia del 14 dicembre 2011 come quella in cui ebbe luogo l' acconto.

Il credito devalutato alla data dell' illecito è pari ad Euro 288.716, 41, mentre l' acconto devalutato alla stessa data è pari ad Euro 150.578, 03. La differenza tra il credito e l' acconto è pari ad Euro 138.138, 38. Vanno poi aggiunti gli interessi compensativi con le modalità precisate dalla Suprema Corte (cfr. sent. n. 9950/17: "La liquidazione del danno da ritardato adempimento di un' obbligazione di valore, ove il debitore abbia pagato un acconto prima della quantificazione definitiva, deve avvenire: a) devalutando l' acconto ed il credito alla data dell' illecito; b) detraendo l' acconto dal credito; c) calcolando gli interessi compensativi individuando un saggio scelto in via equitativa, ed applicandolo prima sull' intero capitale, rivalutato anno per anno, per il periodo intercorso dalla data dell' illecito al pagamento dell' acconto, e poi sulla somma che residua dopo la detrazione dell' acconto, rivalutata annualmente, per il periodo che va da quel pagamento fino alla liquidazione definitiva ). Gli interessi sulla intera somma capitale via via rivalutata ammontano ad euro 16.546, 69 per il periodo 22.07.2010-14.12.2011 e ad euro 14.995, 85 quanto a quelli calcolati sulla somma che residua dopo la detrazione dell' acconto, rivalutata annualmente, per il periodo che va dal 15.12.2011 ad oggi.

Per complessivi euro 169.680, 92 Ne deriva che a R.XXX G.XXXX deve essere corrisposta la residua somma di Euro 169.680, 92. ILI (f) ILI Sui danni patrimoniali e non patrimoniali patiti da R.XXX D.XXXXXX M.XXX.

Il Sig. R.XXX ha adito il Tribunale di Bologna al fine di ottenere altresì il risarcimento dei danni non patrimoniali da lui subiti a seguito della morte della moglie, O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX.

In particolare la difesa attorea assume che egli abbia subito un danno psichico, basato su quanto attestato dal dott. S.XX, sotto forma di "disturbo post traumatico da stress", quantificabile in una percentuale pari al 30- 35%. ILI pagina 8 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 Si assume inoltre la ricorrenza del danno per la perdita del Repert. n.i239/2018 delt12/01/201 danno esistenziale, conseguente alla rottura dei rapporti con gli amici e al venir meno di una serie di attività ludiche, che prima svolgeva unitamente alla moglie.

La CTU redatta dal dott. XXXXXXX, unitamente all' ausilio del Prof. C.XXXXXX, ha permesso di quantificare l' effettivo danno non patrimoniale lamentato dall' attore.

L' elaborato peritale conferma la presenza di un danno biologico conseguente all' evento e determinato da uno stato di ansia e di stress, con conseguente peggioramento delle condizioni e delle abitudini di vita, per il che il CTU conclude affermando "dovendo ora esprimere un parere sulla durata dell' inabilità temporanea, basandomi su quella che è la conoscenza medica che afferisce al tipo di lesività in questione, e tenuto altresì conto della documentazione sanitaria in atti, posso dire che l' inabilità temporanea parziale è durata su criteri e tipologia della patologia in oggetto circa due mesi, da considerare ad ITP al 25%". Viceversa, a differenza di quanto concluso per G.XXXX, è stato riscontrato un danno psichico, che il dott. C.XXXXXX (pag. 15 dell' elaborato in atti) individua in un impoverimento delle abitudini esistenziali personali del sig. R.XXX, ad oggi tutto incentrato sulla protezione, quasi ossessiva, della figlia G.XXXX, per il che afferma la presenza di "Disturbo dell' adattamento con ansia, di tipo cronico, qualificabile di entità moderata". Detto danno è quantificato in una percentuale pari al 6/7%. Si sottolinea che nessuna contraddizione sussiste tra questa voce di danno e l' assenza di analogo danno in capo a G.XXXX. Il danno psichico afferisce ad un aspetto strettamente intimo e personale e nulla esclude che G.XXXX, nonostante la tenera età, possieda maggiori strumenti del padre per elaborare il lutto ed evitare che il dolore certamente presente assuma carattere cronico.

Quanto alle spese, vengono riconosciute come congrue e documentate quelle relative alle sedute effettuate presso il dott. S.XX nei seguenti termini "Allegata fattura del dr. S.XX per incontri collegiali - valutazione psichica -di importo complessivo di 2420.00 che si ritiene congrua ma da scorporare come rimborso per quanto concerne i soggetti rispettivamente nella metà per ciascuno della somma succitata". Da ciò discende che devono essere rimborsati al signor R.XXX Euro 1210, 00, non anche alla figlia G.XXXX che, come detto, non ha subito alcun danno psichico.

Da liquidarsi è, altresì, il danno da perdita del rapporto parentale, per il quale si applicherà la Tabella del Tribunale di Milano, per i motivi sopra visti.

infatti indubbio che, tenuto conto della giovane età della vittima e anche dell' attore (all' epoca aveva 39 anni), la convivenza, la volontà di crescere insieme la figlia e di attendere alle quotidiane esigenze familiari siano state frustrate dalla morte della sig. ra O.XXXXX.

Essendo venuta meno l' unità familiare, il danno subito dal sig. R.XXX deve trovare ristoro, in base alle stesse motivazioni che si sono esplicitate rispetto a G.XXXX.

Diversamente deve argomentarsi rispetto al richiesto danno esistenziale; l' attore non ha provato in giudizio che dalla morte siano derivate conseguenze ulteriori e diverse rispetto agli aspetti di danno sopra esaminati.

Tanto premesso, al sig. R.XXX D.XXXXXX devono liquidarsi le seguenti voci di danno.

A titolo di danno biologico deve essere riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 6/7%, con una invalidità temporanea parziale del 25% per 60 giorni.

Trattandosi di lesioni micro- permanenti, si applicano i valori previsti dal Codice delle Assicurazioni, che conducono ad individuare un danno biologico permanente di Euro 8.075, 07 corrispondente al 6.5%, ed un danno biologico temporaneo pari ad euro 703, 20. Per complessivi euro 8.778, 27. Le spese, riconosciute come congrue per Euro 1210, 00, rivalutate ad oggi ammontano ad Euro 1303, 17. Il danno da perdita del rapporto parentale per la morte del coniuge oscilla tra Euro 163.990, 00 ed Euro 327.990, 00. pagina 9 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 Tenuto conto degli aspetti sopra visti nonché delle età dei Reper t.en. 239/2018 de ln12/01/201 familiare (di sole tre persone), si stima equo liquidare la somma di euro 300.000, 00. Ne deriva che il danno patito dal Sig. R.XXX D.XXXXXX M.XXX ammonta ad Euro 310.081, 44. L' odierno attore chiede altresì ulteriore risarcimento a titolo di danno emergente e di lucro cessante.

Quanto al danno emergente, esso rappresenta la conseguenza immediata e diretta dell' illecito in termini economici, per essere risarcito deve essere allegato e provato dal danneggiato.

L' attore chiede a questo titolo il risarcimento di Euro 5.321, 70 derivante dalle spese per la tumulazione della moglie (Euro 5.000, 93, di cui al doc. 29 dell' atto di citazione, che contiene la fattura emessa nei suoi confronti dalla ditta "MVM Monumenti Artistici) e da quelle sostenute per andare e venire da Monza a Cosenza (Euro 320, 77 di cui ai docc. 30, 31 e 32 allegati all' atto di citazione). Dette spese vanno senz' altro rimborsate, quale danno patrimoniale, al sig. R.XXX, in quanto documentate e direttamente conseguenti al sinistro.

Più complesso è il discorso relativo al richiesto lucro cessante.

Esso rappresenta il mancato guadagno patrimoniale provocato dall' illecito, che si sarebbe dovuto conseguire in caso di mancanza della lesione; deve trattarsi di una ricchezza non ancora inglobata nel patrimonio del danneggiato, ma che si sarebbe ragionevolmente prodotta.

Nell' atto di citazione si legge che la defunta O.XXXXX M.XXXXXXXXXXX era "dipendente"di T.XXXX S.p.a., che era un' agenzia per il lavoro, alla quale è forse più opportuno dire che la stessa era iscritta, e tramite la quale aveva concluso due contratti a tempo determinato negli anni 2009 e 2010. allegata agli atti la documentazione relativa a detti rapporti di lavoro, dalla quale emerge un reddito lordo di Euro 6.897, 52 nell' anno 2009 e di Euro 3.404, 91 nell' anno 2010. L' attore chiede la liquidazione del lucro cessante in base al disposto dell' art. 137 Cod. Ass. ed individuando il reddito del 2009 quale parametro base.

Detta conclusione non può ritenersi condivisibile.

Dagli atti emerge come l' attività di lavoratrice dipendente della defunta O.XXXXX fosse assolutamente saltuaria, circostanza confermata dagli esigui importi guadagnati ed allegati.

Deve premettersi che l' ultima parte dell' art. 137 summenzionato fa riferimento ad un soggetto che, al momento dell' illecito, svolgeva attività lavorativa.

In sostanza si deve evitare di liquidare una somma a titolo di lucro cessante in favore di chi, del tutto legittimamente, abbia scelto di non prestare attività professionale dipendente per attendere, per esempio, a compiti e mansioni a livello familiare.

L' attore avrebbe, pertanto, dovuto dare prova, anche per testi e/o documentale, del fatto che all' epoca della morte la moglie fosse impiegata in attività lavorativa o che essa non fosse meramente occasionale o saltuaria.

In ogni caso, anche volendo guardare alle somme lorde, come richiede la norma, percepite dalla defunta nell' anno 2010, si evidenzia che l' importo mensile risultante potrebbe risultare satisfattivo per i bisogni della sola O.XXXXX; con la conseguenza che per il nucleo familiare nulla sarebbe venuto a mancare sotto forma di lucro cessante a seguito del decesso.

Si sottolinea, peraltro, che parte della giurisprudenza esclude l' applicabilità della norma in questione in caso di morte, ritenendo che l' art. 4 del D.L. n. 857/1976, come modificato dalla legge n. 39/1977 - secondo il quale, nel caso di danno alle persone, quando agli effetti del risarcimento debba considerarsi l' incidenza dell' inabilità temporanea o dell' invalidità permanente sul reddito di lavoro, tale reddito non può essere inferiore al triplo dell' ammontare annuo della pensione sociale si applica quando si tratta di liquidare il danno in favore della persona che lo ha subito in occasione dell' incidente stradale, mentre si deve escludere che la norma possa essere estesa analogicamente alla liquidazione del danno consistente nella morte della persona che è rimasta coinvolta nell' incidente ostandovi la natura eccezionale di essa (vedi Corte Cost. 24/10/1995 n. 445). pagina 10 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 Peraltro, l' inapplicabilità della norma in quanto tale non impli Rep e rt. n. e239/201a 8 deli 12/01/201 al criterio stabilito dalla norma medesima nella liquidazione equitativa del danno ex articoli 2056 e 1226 c.c., (in questo senso, Cass. Civ. n. 3436/2006 e 3758/2007). Nel caso che occupa, tuttavia, non emergono elementi tali da poter ritenere che effettivamente il decesso della sig. ra O.XXXXX abbia arrecato un danno patrimoniale per il nucleo familiare, sia in considerazione dei brevi periodi nei quali la stessa risulta avere prestato attività lavorativa, sia avendo riguardo alle somme dalla stessa percepite, che si reputano sufficienti solo ed esclusivamente ai bisogni e alle spese collegati alla persona della O.XXXXX.

L' attore, in sintesi, ha mancato di assolvere all' onere probatorio che, in questi casi, risulta più stringente. Affinché il Giudice possa procedere alla liquidazione ex 1226 e/o 2056 c.c. deve essere fornita la prova di una certa stabilità a livello lavorativo al momento del decesso, e dei redditi che verosimilmente sarebbero stati percepiti successivamente.

Ne discende che devono essere corrisposti al Sig. D.XXXXXX M.XXX R.XXX Euro 5.321, 70 a titolo di danno emergente derivante dal sinistro.

Le spese sono state sostenute nel periodo compreso tra il 22 luglio 2010 e il 24 novembre 2011, la data intermedia da cui calcolare la rivalutazione deve, pertanto, essere individuata nel 23 marzo 2011. Ne discende che la somma rivalutata ammonta ad Euro 5.635, 68. La somma del danno non patrimoniale e patrimoniale, che rappresenta il credito globale del Sig. R.XXX è pari ad Euro 315.717, 12 Deve anche in questo caso tenersi conto del fatto che è stato corrisposto un acconto di Euro 100.000, 00, che all' udienza del 2 ottobre 2012 è stato accettato dalla difesa attorea a titolo di acconto sul maggiore importo dovuto.

Si dovrà, pertanto, procedere alla medesima operazione effettuata relativamente alla posizione di G.XXXX R.XXX.

Il credito devalutato alla data dell' illecito è pari ad Euro 293.144, 96, mentre l' acconto devalutato alla stessa data è pari ad Euro 94.161, 96. La differenza tra il credito e l' acconto è pari ad Euro 198.983. Aggiungendo al credito gli interessi compensativi con la metodologia sopra indicata, che per il periodo 22.07.2010-02.10.2012 ammontano ad euro 29.950, 40 e per il periodo 03.10.2012 ad oggi, ammontano ad euro 12.812, 89, si perviene all' importo di euro 241.746, 29 Ne deriva che a R.XXX D.XXXXXX M.XXX deve essere corrisposta la residua somma di Euro 241.746, 29. Sui danni subiti da A.XXXX O.XXXXX.

Il Sig. A.XXXX O.XXXXX, padre della defunta M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, si è costituito nel presente giudizio, al fine di ottenere il risarcimento del danno biologico da lui stesso patito a causa degli urti della vettura (lo stesso era terzo trasportato e sedeva nei sedili posteriori, lato destro), nonché il danno da perdita del rapporto parentale per la scomparsa della figlia, il danno psichico e i danni futuri.

Unipol Assicurazioni S.p.a. ha chiesto il rigetto della domanda sopra avanzata, eccependo in particolare il fatto che, rispetto al danno biologico, O.XXXXX non abbia fornito idonea prova.

Deve invece tenersi in considerazione l' avvenuto deposito, da parte dell' Avv. Iogha, all' udienza del 2 dicembre 2015, della CTU medico-legale effettuata nel procedimento pendente innanzi al Tribunale di Castrovillari tra Unipol e A.XXXX O.XXXXX.

La relazione deve considerarsi pienamente utilizzabile nel presente giudizio; infatti essa è stata assunta in un procedimento pendente tra le medesime parti e relativo allo stesso fatto e Unipol nulla ha eccepito all' atto del deposito della relazione in udienza.

Quanto ai suoi contenuti, si osserva che i consulenti di parte non fecero osservazioni all' elaborato peritale redatto dalle dott. sse V.XXXX e A.XXXXX (quale ausiliario del CTU). Devono ritenersi condivisibili le conclusioni relative al danno biologico e psichico riportato da O.XXXXX A.XXXX a seguito del sinistro del 22 luglio 2010. .ro ILI ILI pagina Il di 15 ILI Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 Egli fu immediatamente trasportato presso il Pronto SoccorR epert.pn. 2 39/2018, del 12/01/201 diagnosticato "trauma toracico con frattura della IX costa destra, distorsione del rachide cervicale, contusioni, escoriazioni multiple". La frattura ha causato conseguenze invalidanti lievi, per il che il CTU conclude con il riconoscimento di un danno biologico permanente quantificato nella misura dell' 1%. Più complesse sono le valutazioni relative al danno psichico, riconosciuto dai professionisti nella misura del 7%. L' evento traumatico ha inciso in maniera patologica su A.XXXX O.XXXXX che era presente al momento dell' impatto, ha subito lui stesso lesioni ed ha perso moglie e figlia.

Si dà atto perfino dell' avvenuto ricovero psichiatrico, a seguito del quale la situazione pare essersi stabilizzata, in quanto il soggetto ha creato una propria routine che tiene fortemente protetta da qualunque fattore esterno che potrebbe, anche solo astrattamente, sovvertirla.

Le conclusioni sono ribadite anche a seguito delle osservazioni avanzate dal Consulente di Parte, allorché si legge "Il signor O.XXXXX A.XXXX presenta un quadro di lutto traumatico, la cui elaborazione è stata profondamente rallentata per l' impossibilità sostanziale di accettare il significato emotivo della perdita relazionale. Si conferma quanto già evidenziato nella relazione peritale, in particolar modo che il disturbo psichico attuale sia da considerarsi quale lieve residuato delle conseguenze del trauma". Tanto premesso e precisato, il CTU individua un danno psichico, "disturbo distimico di grado lieve", che quantifica in una percentuale del 7%. Riconosce pertanto un danno biologico complessivo dell' 8%. Quanto alle spese, risultano congrue e documentate quelle relative alla prestazione del dott. S.XXXXX Rossano, al pagamento del ticket del 13/8/2014 eseguito presso l' ospedale di Cosenza e al pagamento del collare, per un totale di Euro 125, 72, corrisposti in un periodo che va dal 26/7/2010 al 13/8/2014. Relativamente al danno da perdita del rapporto parentale, sussistono i presupposti affinché questo venga riconosciuto, a seguito del decesso della figlia M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, in quanto è indubbiamente stata inficiata l' unità familiare in termini di rilevante gravità. Relativamente al quantum, le già citate tabelle del Tribunale di Milano indicano una forbice, per la perdita del figlio, che oscilla tra Euro 163.990, 00 e 327.990, 00. O.XXXXX richiede, a titolo di risarcimento per della voce di danno, la somma di Euro 150.000, 00 che, nonostante sia al di sotto del minimo stabilito nelle tabelle, pare congrua, in considerazione del fatto che la figlia si era ormai stabilita a Monza con il proprio nucleo familiare; era dunque venuta meno la coabitazione ed anche le visite, tenuto conto dei numerosi km di distanza che li separavano, si erano verosimilmente diradate.

Nulla può essere riconosciuto a titolo di danni futuri (pag. 7 della comparsa di costituzione e risposta), posto che la richiesta assume che vi sia un danno patrimoniale futuro per sedute psicologiche, in considerazione del danno psichico subito, di cui peraltro non vi è prova della necessità. Devono considerarsi viceversa risarcibili le spese per il servizio funebre della salma di M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, delle quali è stata prodotta regolare fattura (allegato 9 alla comparsa di A.XXXX O.XXXXX), che ammontano ad Euro 4.500, 00. Si sottolinea, infatti, che esse risultano essere diverse da quelle già liquidate in favore di D.XXXXXX M.XXX R.XXX, in quanto le prime attenevano alla costruzione del monumento funebre presso il cimitero di Monza; queste, viceversa, attengono alle operazioni eseguite immediatamente dopo il decesso, come la vestizione della salma, le spese della bara ecc... Passando al calcolo del quantum, il danno biologico individuato nella misura dell' 8% viene calcolato applicando i valori previsti dal Codice delle Assicurazioni in caso di microlesioni derivanti da sinistro.

Ne deriva che, calcolando l' invalidità dell' 8%, con ITT di giorni 52 ed ITP di giorni 15 al 50%, la somma dovuta ad O.XXXXX A.XXXX ammonta ad Euro 12.376, 97 (di cui euro 9.587, 61 per IP ed euro 2.789, 36 per IT), cui vanno aggiunte le spese mediche riconosciute come documentate e congrue che, pagina 12 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 rivalutate a far data dall' 1 agosto 2012 (data intermedia), amRepert. n. 239/201 8 delt12/01/2018 Euro 12511, 35. L' importo dovuto per il danno da lesione del rapporto parentale è pari ad Euro 150.000, 00. Il residuo danno patrimoniale va riconosciuto limitatamente alle spese funerarie sostenute e documentate, per un importo di Euro 4.500, 00 che, rivalutate ad oggi ammontano ad Euro 4.851. Ne consegue che il credito complessivo di O.XXXXX A.XXXX ammonta ad Euro 167.355, 58. Deve inoltre precisarsi che in data 24 agosto 2011 è stato emesso da Unipol Assicurazioni, in favore di A.XXXX O.XXXXX, assegno di importo di Euro 120.000, 00, a titolo di acconto sul maggior dovuto.

Ne discende che il credito devalutato alla data dell' illecito è pari ad Euro 155.390, 51, mentre l' acconto devalutato alla stessa data è pari ad Euro 116.504, 85. La differenza tra il credito e l' acconto è pari ad Euro 38.885, 66. Aggiungendo al credito gli interessi compensativi con la metodologia sopra indicata, che per il periodo 22.07.2010-24.08.2011 ammontano ad euro 6.918, 42 e per il periodo 25.08.2011 ad oggi, ammontano ad euro 4.748, 53, si perviene all' importo di euro 50.552, 61 Ne deriva che a O.XXXXX A.XXXX deve essere corrisposta la residua somma di Euro 50.552, 61. O.XXXXX A.XXXX ha altresì chiesto al Tribunale di essere manlevato da qualunque responsabilità risarcitoria, per effetto della polizza assicurativa.

Detta domanda non può trovare accoglimento, in quanto tardiva, pertanto inammissibile.

Si rileva, infatti, che A.XXXX O.XXXXX era stato dichiarato contumace sia nel giudizio proposto dal Sig. R.XXX nei confronti suoi (quale proprietario) e di Unipol Assicurazioni S.p.a., sia nel giudizio proposto avanti al Tribunale di Monza da G.XXXXXX O.XXXXX nei confronti di A.XXXX O.XXXXX e di U.XXXXX Egli si è costituito mediante comparsa di costituzione e risposta solo a seguito dell' udienza del 13 novembre 2012, ove venne ordinata l' integrazione del contraddittorio.

Poiché la domanda di manleva costituisce una nuova domanda, ai sensi dell' art. 167, comma 2, c.p.c. essa avrebbe dovuto essere effettuata con la costituzione tempestiva a seguito della notifica dell' atto di citazione; trattasi, infatti di domanda afferente il contratto assicurativo, non la posizione del sig. O.XXXXX quale terzo potenziale danneggiato, pertanto avrebbe dovuto essere proposta tempestivamente, pena la decadenza che si è, infatti, verificata.

Sui danni richiesti da G.XXXXXX O.XXXXX.

G.XXXXXX O.XXXXXX, fratello di M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, agì in giudizio innanzi al Tribunale di Monza per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in conseguenza del sinistro.

Il giudizio fu poi riassunto innanzi a questo Tribunale.

Egli assume di aver subito un danno da perdita del rapporto parentale a seguito del decesso della sorella, nonché un danno psichico, che sarebbe documentato dalla relazione redatta dal dott. Z.XXX, causalmente connesso con l' esito del sinistro. Ad essi si affiancano "danni patrimoniali per l' esborso di somme a titolo di spese funerarie a favore della Sig. M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX per Euro 2.800, 00 (doc8)", come si legge a pagina 6 della comparsa, e danni futuri per Euro 10.000, 00, collegati al lamentato danno psichico.

Si rileva anzitutto che nella comparsa, quanto al danno patrimoniale per le spese funerarie, si fa riferimento all' allegato documento 8, il quale però concerne non le spese relative alla salma della O.XXXXXX, bensì quelle relative alla defunta G.XXXXXX M..

Essendo unica responsabile del sinistro, ne deriva che le spese funerarie a lei relative non possono essere risarcite.

Quanto al lamentato danno psichico, devono condividersi le conclusioni cui pervengono i Dott. ri Ferrara e C.XXXXXX in sede di CTU. Il Prof. C.XXXXXX esclude che il soggetto presenti un danno psichico ricollegabile all' evento per cui è causa allorché afferma "il colloquio psicodiagnostico non ha permesso di rilevare sintomi e/o vissuti pagina 13 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 rappresentativi di una condizione di sofferenza psicologica Repert. n .p 239/201 8 del r12/0 1/201 alla duplice esperienza di lutto sperimentata a seguito dell' incidente stradale del 22/07/2010". Nell' elaborato, infatti, si evidenzia che, nonostante fino alla morte della madre il soggetto si sia astenuto dal compiere attività lavorativa, tuttavia alla data degli accertamenti peritali egli aveva già ripreso ritmi di vita caratterizzati da normalità. Ciò risulta essere incompatibile con un quadro di sofferenza psichica tale da giustificare un danno biologico permanente correlabile. Il CTU Ferrara afferma altresì che "si può indicare al massimo un periodo di transitoria inabilità temporanea in cui è ammissibile la regressione di un plausibile fatto acuto, contenuto in circa 90 gg da considerare ad ITP al 25% ". Peraltro il Ctu configura la possibilità circa la verificazione di ITP come del tutto eventuale, non specificando neppure se la stessa sia effettivamente riconducibile al decesso della sorella.

Non essendo raggiunta la prova di un effettivo e reale danno biologico conseguente alla morte di M.XXXXXXXXXXX O.XXXXX, deve escludersi la risarcibilità di della voce.

Conseguentemente deve essere respinta la domanda di risarcimento dei danni futuri collegati al danno psichico in quanto esso, come detto, non sussiste.

Va riconosciuto invece il danno da perdita del rapporto parentale che, facendo riferimento alle già citate tabelle del Tribunale di Milano, prevede, in caso di morte del fratello, una somma che oscilla tra Euro 23.740, 00 e 142.420, 00. Si ritiene di dovere liquidare la cifra individuata nel minimo, poiché G.XXXXXX O.XXXXX nulla ha provato circa l' intensità del legame con la sorella, che viveva distante da lui con il proprio nucleo familiare.

Sarebbe stato suo onere probatorio dimostrare che la perdita gli ha provocato un danno di rilevante gravità, viceversa, sul punto, nessune richiesta istruttoria o allegazione è stata sottoposta a questo Giudice.

Ne deriva che il danno da liquidare in favore di G.XXXXXX O.XXXXX, sub specie di danno da perdita del prossimo congiunto, ammonta ad Euro 23.740, 00. Deve inoltre precisarsi che in data 19 maggio 2011 Unipol ha emesso, a titolo di acconto, un assegno del valore di Euro 21.000, 00. Ne discende che il credito devalutato alla data dell' illecito è pari ad Euro 22.042, 71, mentre l' acconto devalutato alla stessa data è pari ad Euro 20.527, 86. La differenza tra il credito e l' acconto è pari ad Euro 1.514, 85. Aggiungendo al credito gli interessi compensativi con la metodologia sopra indicata, che per il periodo 22.07.2010-19.05.2011 ammontano ad euro 735, 87 e per il periodo 20.05.2011 ad oggi, ammontano ad euro 202, 14, si perviene all' importo di euro 2.452, 86 Ne deriva che a O.XXXXX G.XXXXXX deve essere corrisposta la residua somma di euro 2.452, 86. Quanto alle spese del giudizio, che devono essere liquidate nei valori medi, tenuto conto del numero di parti presenti, dell' attività istruttoria espletata e delle questioni giuridiche trattate, si ritiene di doverle compensare tra G.XXXXXX O.XXXXX e Unipol/Angelo O.XXXXX stante la sostanziale soccombenza reciproca, essendo stata riconosciuta una somma assolutamente esigua rispetto a quanto richiesto e di poco superiore all' acconto corrisposto.

Quelle delle restanti parti seguono la soccombenza.

La spese relative alla Consulenza tecnica cinematico-ricostruttiva, che in questa sede vengono liquidate in Euro 3717, 91 di cui euro 858, 88 per spese ed euro 2.859, 03 per compensi, oltre a contributo previdenziale del 4% e IVA al 22% sulle parti imponibili, comprensivi di quanto percepito a titolo di acconto, vengono poste in capo ad Unipol Assicurazioni S.p.a. e a O.XXXXX A.XXXX, come pure quelle relative alla Consulenze tecniche medico/legali su G.XXXX R.XXX e D.XXXXXX M.XXX R.XXX.

Le spese relative alla Consulenza medico legale su G.XXXXXX O.XXXXXX devono essere poste in via definitiva in capo a questi.

P.Q.M.

LLI pagina 14 di 15 Sentenza n. 105/2018 pubbl. il 12/01/2018 RG n. 3869/2012 Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanR epert. n. s239/2018 del 12/01/2018 1) Accerta la responsabilità esclusiva di G.XXXXXX M. nella causazione del sinistro avvenuto in data 22 luglio 2010; 2) Dichiara inammissibile la domanda di manleva proposta da A.XXXX O.XXXXX; 3 ) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. e A.XXXX O.XXXXX, in solido tra loro, al risarcimento del danno in favore di G.XXXX R.XXX, che si liquida in ulteriori Euro 169.680, 92; 4) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. e A.XXXX O.XXXXX, in solido tra loro, al risarcimento del danno in favore di D.XXXXXX M.XXX R.XXX, che si liquida in ulteriori Euro 241.746, 29; 5) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. al risarcimento del danno in favore di A.XXXX O.XXXXXX che si liquida in ulteriori Euro 50.552, 61; 6) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. e A.XXXX O.XXXXX, in solido tra loro, al risarcimento del danno in favore di G.XXXXXX O.XXXXX che si liquida in ulteriori Euro 2.452, 86; 7) Compensa le spese di lite tra G.XXXXXX O.XXXXX e Unipol Assicurazioni S. P. A. /Angelo O.XXXXX; 1 s 8) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. e A.XXXX O.XXXXX alla refusione delle spese di lite a favore di D.XXXXXX M.XXX R.XXX che si liquidano in euro 1.559, 97 per spese ed euro 21.387, 00 per compensi, oltre spese generali, Iva e CPA; 9) Condanna Unipol Assicurazioni S.p.a. alla refusione delle spese di lite a favore di A.XXXX O.XXXXX che si liquidano in euro 7.254, 00 per compensi, oltre spese generali, Iva e CPA; 10) Pone le spese di CTU cinematico/ricostruttiva, che in questa sede si liquidano in Euro 3717, 91 (di cui euro 858, 88 per spese ed euro 2.859, 03 per compensi), oltre a contributo previdenziale del 4% e IVA al 22% sulle parti imponibili, comprensivi di quanto percepito a titolo di acconto, in via definitiva in capo ad Unipol S.p.a. e a O.XXXXX A.XXXX; Il) Pone le spese di CTU medico/legali su G.XXXX R.XXX e D.XXXXXX M.XXX R.XXX in via definitiva in capo ad Unipol S.p.a. e a O.XXXXX A.XXXX;. 12) Pone le spese di CTU medico/legali su G.XXXXXX O.XXXXXX in via definitiva in capo a questi.

ILI (f) ILI Bologna, 29 dicembre 2017 Il Giudice dott. M L Benini provvedimento redatto in collaborazione con la dott. M. C.XXXXX B.XXXX, M.O.T. presso il Tribunale di Bologna .ro ILI ILI pagina 15 di 15