Embolia polmonare: malasanità e risarcimento

Assistenza legale e medico legale per errori nella diagnosi e nella cura dell'embolia polmonare 

Se hai ricevuto una diagnosi sbagliata o ritardata in caso di embolia polmonare e, di conseguenza, hai subito gravi danni, potresti aver diritto ad un risarcimento per le lesioni subite.

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Cos'è l'embolia polmonare?

L’embolia polmonare è una delle cause maggiori di morte prevenibile durante l’ospedalizzazione.

L’embolia polmonare si verifica quando una piccola massa, nella maggior parte dei casi un coagulo di sangue (embolo), si incunea in un’arteria polmonare. Gli emboli si formano quasi sempre nelle vene profonde delle gambe, ma possono anche provenire da altre parti dell’organismo. Quando l’embolo giunge nei polmoni causa sintomi come mancanza di fiato, dolori forti al petto, sudorazione, ansia e altri. Morte e danni al cervello possono avvenire entro 30 minuti dalla comparsa dei sintomi.

Incidenza e diagnosi dell'embolia polmonare

L'embolia polmonare e la trombosi venosa profonda sono due manifestazioni di tromboembolismo venoso, condizione che ha una incidenza annuale di 100-300 casi per 100.000 pazienti nei paesi occidentali. E' classificato come il terzo disturbo cardiovascolare in termini di diffusione. L'incidenza è uguale tra uomini e donne.

L'incidenza è più elevata nelle donne in età fertile a causa del rischio di embolia polmonare associato alla gravidanza e ad alcuni farmaci anticontraccettivi, ma è più alta negli uomini più anziani rispetto alle donne più anziane. L'incidenza aumenta con l'età, da un tasso del 5 per 100.000 durante l'infanzia a 500-600 per 100.000 nei soggetti di età superiore a 75.

L'embolia polmonare può provocare danni irreversibili al polmone colpito, riduzione di ossigeno ematico, conseguente danno agli organi e, nel caso di coaguli di grandi dimensioni, può causare la morte. Si stima che tra i soggetti per cui si sospetti embolia polmonare, la diagnosi venga confermata solo 1 volta su 5.

La diagnosi di embolia polmonare è complicata in quanto la presentazione varia dalla mancanza di sintomi a shock cardiogeno. Se i sintomi si manifestano possono includere dolore al petto, mancanza di respiro o tosse con sangue. I sintomi di coagulo di sangue nella gamba includono gonfiore, dolore, ammorbidimento o arrossamento della zona interessata.

La diagnosi si basa sui sintomi clinici e test di laboratorio (ad esempio test di D-dimero) e immagini (ad esempio angiografia polmonare tomografica computerizzata (CTPA)). La CTPA sta diventando lo standard di cura per valutare soggetti con sospetta embolia polmonare. Il trattamento di solito comprende l'uso di farmaci anticoagulanti.

Dopo l'introduzione del CTPA, l'incidenza di embolia polmonare è aumentata da 62,1 per 100.000 a 112,3 per 100.000. La mortalità per embolia polmonare è stata in costante diminuzione negli ultimi anni. Il tasso di mortalità è sceso da 13,4 a 12,3 per 100.000 e ridotto a 11,9 per 100.000 dopo l'introduzione del CTPA. La CTPA ha portato all'identificazione di più emboli. Tuttavia, ciò ha anche portato ad un maggior numero di diagnosi di embolia polmonare e trattamenti non necessari. Inoltre, i tassi di complicazione a causa l'uso di anticoagulanti è aumentato del 71% dopo l'introduzione del CTPA. Tuttavia, se non trattata, l'embolia polmonare può avere un tasso di mortalità fino al 25%.

Diagnosi errata di embolia polmonare

Il dato che fa riflettere, riguardo ai casi di embolia polmonare è che la maggior parte dei pazienti che muoiono a causa della condizione sono i pazienti che non vengono mai trattati per embolia polmonare.

Tuttavia,troppo spesso, anche ai pazienti con mancanza di respiro e fattori di rischio evidenti di EP vengono erroneamente diagnosticate condizioni come attacco di panico, ansia, o altre patologie meno gravi.

Ciò sembra essere il problema, in realtà, in molti casi di diagnosi errata. I medici non riescono ad escludere il peggiore dei potenziali problemi e giungono alla diagnosi meno grave. Ci vuole tempo ed impegno per prendere le misure appropriate per escludere problemi più gravi che minacciano la vita. In uno studio 2015, si è sottolineato come sia facile diagnosticare l'embolia polmonare se i medici seguissero il procedimento diagnostico corretto.

Una radiografia del torace può aiutare il sanitario a diagnosticare l'embolia polmonare perché dopo l'embolia non ci sono cambiamenti nella struttura dei vasi sanguigni o segni di infarto polmonare. Allo stesso modo potrebbe essere utile l'esame del sangue, l'elettrocardiogramma, il D-dimero, l'ecografia, l'angiografia polmonare, la scansione polmonare o un l'angiogramma TC. A volte la facile risposta: "Lei è in ansia e iperventilazione, non c'è bisogno di indagare oltre" impedisce di diagnosticare correttamente la condizione e causa danni gravi al paziente.

Embolia polmonare e malasanità

Uno studio pubblicato nel 2000 nella rivista scientifica Archives of Internal Medicine, ha esplorato l'atteggiamento dei medici verso la diagnosi errata di embolia polmonare e trattamento dei pazienti. I risultati dello studio hanno indicato che converrebbe che i medici fornissero un trattamento per l'embolia polmonare anche senza la conferma della presenza di un embolo rispetto a correre il rischio di omettere di diagnosticare un'embolia polmonare.

A volte i medici non si rendono conto del significato del fattore di rischio che ignorano. I motivi principali della diagnosi errata di embolia polmonare includono scarsa consapevolezza dei fattori di rischio da parte di medici, variabilità dei sintomi del paziente, errata interpretazione degli esami e manifestazioni cliniche atipiche. I radiologi sono tenuti ad eseguire la CTPA a regola d'arte. Qualsiasi incertezza dovrebbe essere indicata in modo da richiedere, se necessario, l'esecuzione di ulteriori esami per immagini.

Un altro studio ha valutato l'uso di diagrammi di flusso diagnostici utilizzati nella gestione dell'embolia polmonare, indicando il suo potenziale in diagnosi errate. Gli autori hanno commentato la complessità dell'algoritmo che comprende diverse prove consecutive. L'algoritmo afferma che i raggi X al torace risultati normali sono generalmente seguiti da perfusione di ventilazione (V / Q). Dove è riportato V/ Q non alta, i pazienti dovrebbero essere sottoposti a CTPA. Lo studio ha rilevato che questo algoritmo è stato utilizzato correttamente solo nel 74% dei pazienti studiati. L'uso improprio dell'algoritmo può portare ad un ritardo nello stabilire o escludere l'embolia polmonare, ritardi nel trattamento o trattamenti non necessari.

Di seguito è indicata una statistica più semplice che pone il problema diagnosi errata di embolia polmonare in un contesto ancora migliore. Circa il 21 per cento dei giovani altrimenti sani con dolore toracico pleurico - improvviso acuto, lancinante, bruciore o dolore sordo - senza fattori di rischio noti di embolia polmonare che si presentano al pronto soccorso solo con solo quel tipo di dolore, hanno una embolia polmonare. La probabilità è quindi maggiore di 1 su 5.

Lo standard di cura nei casi di embolia polmonare

Lo standard di cura per i pazienti che si presentano in ospedale o dal medico con segni e sintomi che indicano l'embolia polmonare richiede un'adeguata selezione delle terapie che possono essere somministrate. La terapia in genere prevede la somministrazione di eparina. Spetta al medico curante di ordinare test diagnostici adeguati per diagnosticare le condizioni del paziente ed escludere l'embolia polmonare. Ciò può includere:

  • riconoscimento immediato della potenziale diagnosi di embolia polmonare
  • somministrazione di anticoagulanti;
  • ottenimento di esami per immagini volti a confermare la diagnosi (TC del torace, scan V / Q, Doppler degli arti inferiori);
  • attento monitoraggio del paziente in telemetria.

I presupposti del diritto al risarcimento

Se una diagnosi errata provoca un aggravamento della condizione di salute del paziente, quest'ultimo potrebbe avere diritto ad un risarcimento del danno. Il risarcimento può essere ottenuto solo se si verifichino i seguenti presupposti:

  • Il paziente abbia subito un danno alla salute
  • Vi sia un nesso causale tra tale danno e la condotta medica
  • Il medico o la struttura sanitaria non possano provare di aver correttamente adempiuto l'obbligazione sanitaria

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Il risarcimento può essere ottenuto sono se vi siano i presupposti sopra descritti. Un attenta analisi del caso da parte di medici legali esperti è, perciò, fondamentale.

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