Ulcere da decubito - errata diagnosi e risarcimento del danno

Risarcimento danni per:

Assistenza Legale e Medico-Legale

Se un tuo parente ha subito gravi danni a causa di un'infezione da ulcere da decubito non diagnosticata e/o trattata, con conseguente Osteomielite, potresti aver diritto ad un risarcimento.

Lo Studio Legale COVA assiste i danneggiati gravi da infezioni ospedaliere e i parenti di coloro che ne siano rimasti vittima, consentendo loro di ottenere giustizia.

Lo Studio Legale COVA specializzato in malasanità si occupa di tutte le fasi del complesso iter che consente di ottenere il giusto risarcimento: dalla prima valutazione per capire se si possa oppure no essere in presenza di un errore medico o, comunque, di una responsabilità della struttura sanitaria, alla valutazione medico-legale che effettua con i propri Consulenti di fiducia, alla considerazione degli aspetti giuridici della vicenda, fino alla gestione operativa della pratica in ambito stragiudiziale e – soltanto se necessario – giudiziale.

Ogni vertenza, infatti, viene avviata solamente a seguito del parere positivo dello Specialista in Infettivologia e del Medico-Legale.

Lo Studio Legale COVA – diversamente da altre organizzazioni più o meno serie che offrono servizi (legali o paralegali) in questa materia – non instaura azioni relative a pregiudizi futili, non supportate da un adeguato vaglio medico-legale o con finalità meramente speculative.

Gli specialisti Infettivologi e Medici Legali che collaborano con lo Studio Legale COVA sono tutti ricercatori e docenti Universitari, che da tanti anni si occupano di questa materia, spesso anche come periti di Tribunale (Consulenti Tecnici d'Ufficio). 

Il referente unico di tutte le posizioni di responsabilità sanitaria è l’Avvocato Andrea Cova, Cassazionista, Criminologo Forense, che da tanti anni si occupa di risarcimento danni da Malasanità.

E' lo stesso Avvocato COVA che incontra, in tutta Italia, le vittime di malasanità e che partecipa personalmente alle udienze nei vari Tribunali italiani, evitando di incaricare avvocati domiciliatari, ma occupandosi in prima persona di ogni singolo caso.

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Le ulcere da decubito 

Le ulcere da decubito sono aree di necrosi e ulcerazione in cui i tessuti vengono compressi tra prominenze ossee e superfici dure causate dalla pressione in combinazione con attrito, forze di taglio e umidità. 

I fattori di rischio sono l'età superiore a 65 anni, i disturbi circolatori e la perfusione tissutale, l'immobilizzazione, la malnutrizione, la diminuzione della sensibilità e l'incontinenza. La gravità varia dall'eritema cutaneo non sbiancabile alla perdita cutanea a tutto spessore con estesa necrosi dei tessuti molli. La diagnosi è clinica. La prognosi è ottima per le ulcere di stadio iniziale; le ulcere trascurate e allo stadio avanzato, espongono al rischio di gravi infezioni e sono difficili da guarire. Il trattamento consiste nel ridurre la compressione, eliminare lo sfregamento e le forze di taglio e nella cura accurata della ferita. A volte sono necessari innesti cutanei o lembi miocutanei per facilitare la guarigione.

Eziologia

I fattori di rischio per le ulcere da decubito comprendono:

· Età superiore a 65 anni (probabilmente a causa della riduzione del tessuto adiposo sottocutaneo e per l'ipoperfusione capillare)

· Ridotta mobilità (p. es., a causa della prolungata permanenza in ospedale, dell'allettamento, delle lesioni del midollo spinale, della sedazione, della debolezza che riduce il movimento spontaneo e/o del deterioramento cognitivo)

· Esposizione a irritanti cutanei (p. es., a causa dell'incontinenza urinaria e/o dell'incontinenza fecale)

· Alterata capacità di guarigione delle ferite (p. es., a causa di malnutrizione, diabete, alterata perfusione tissutale dovuta a malattia arteriosa periferica, immobilità, insufficienza venosa)

· Sensazione alterata

Diverse scale (Scala di Braden per la previsione del rischio delle ulcere da decubito e Scala di Norton per valutare il rischio di ulcere da decubito) sono state sviluppate per prevedere il rischio. Anche se l'utilizzo di queste scale rientra nelle cure standard, non è dimostrato che riducano il numero di piaghe da decubito rispetto alla sola valutazione clinica. Tuttavia, si raccomanda di utilizzare una scala di valutazione del rischio in associazione alla valutazione clinica specializzata.

Fisiopatologia

I principali fattori che contribuiscono alle ulcere da decubito sono

· Pressione: quando i tessuti molli vengono compressi fra le prominenze ossee e le superfici di contatto, si verifica un'occlusione microvascolare con ischemia tissutale e ipossia; se la compressione non viene rimossa, si può sviluppare un'ulcera da decubito in 3 o 4 h. Questo si verifica frequentemente in regione sacrale, sulle tuberosità ischiatiche, sui trocanteri, sui malleoli e sui talloni, ma le ulcere possono svilupparsi ovunque.

· Attrito: l'attrito (lo sfregamento contro indumenti o biancheria da letto) può contribuire ad innescare ulcerazioni della pelle causando erosione e soluzioni di continuo dell'epidermide e del derma superficiale.

· Forze di taglio: le forze di taglio (p. es., quando un paziente viene posto su un piano inclinato) sollecitano e danneggiano i tessuti di supporto a causa delle forze dei muscoli e dei tessuti sottocutanei attirati verso il basso dalla gravità in opposizione ai tessuti più superficiali che restano a contatto con le superfici esterne. Le forze di taglio contribuiscono allo sviluppo delle ulcere da decubito, ma non ne rappresentano la causa diretta.

· Umidità: l'umidità (p. es., sudore, incontinenza) porta alla lesione dei tessuti e alla macerazione, che può avviare o peggiorare le ulcere da decubito.

Poiché il muscolo è più suscettibile all'ischemia da compressione rispetto alla pelle, l'ischemia e la necrosi muscolare possono essere alla base delle lesioni da decubito determinate dalla compressione prolungata.

Sintomatologia

A qualsiasi stadio le ulcere da decubito possono essere dolorose o pruriginose, ma è possibile che non siano avvertite da pazienti con riduzione dello stato di coscienza o della sensibilità.

Sistemi di stadiazione

Esistono vari sistemi di stadiazione. Il sistema più diffuso, sviluppato dalla National Pressure Ulcer Advisory Panel (NPUAP), classifica le ulcere secondo la profondità della lesione nei tessuti molli.

Le ulcere da decubito allo stadio I si manifestano come un eritema non sbiancabile, solitamente su una prominenza ossea. I cambiamenti di colore possono non essere visibili nelle carnagioni scure. La lesione può anche essere più calda o fredda, più dura o morbida rispetto al tessuto adiacente o controlaterale. A questo stadio la definizione è impropria nel senso che una vera ulcera (difetto cutaneo a livello del derma) non è ancora presente. Tuttavia, l'ulcerazione si svilupperà qualora il decorso non venga fermato e invertito.

Ulcera da pressione stadio I (natiche)

Le ulcere da decubito allo Stadio II si presentano come una perdita dell'epidermide (erosione) con o senza una vera ulcerazione (difetto cutaneo oltre il livello dell'epidermide); il tessuto sottocutaneo non è esposto. L'ulcera è poco profonda con una base che va dal rosa al rosso. Lo stadio II include anche vesciche integre o parzialmente rotte secondarie alla pressione. (Nota: cause di erosione, ulcerazione o vesciche non correlate alla pressione, come lacerazioni della pelle, ustioni da cerotto, macerazioni ed escoriazioni, sono escluse dallo stadio II.)

Stadio II delle ulcere da decubito

Le ulcere da pressione allo stadio III sono caratterizzate da una perdita di continuità a tutto spessore, senza interessare il muscolo sottostante e senza esposizione ossea.

Stadio III delle ulcere da decubito (piede)

Ulcera da pressione allo stadio III (base della spina dorsale)

Le ulcere da pressione allo stadio IV si presentano come una perdita di sostanza a tutto spessore con esposizione dell'osso, tendine o muscolo sottostante.

Stadio IV delle ulcere da decubito (ginocchio)

Non stadiabili sono quelle ulcere da decubito coperte da detriti o da un'escara, che non consentono la valutazione della profondità. Lesioni del tallone, salde e non fluttuanti, con escare secche non devono mai essere sbrigliate con lo scopo di stadiarle.

La lesione sospetta dei tessuti profondi è una categoria più recente di segni che suggeriscono danni ai tessuti sottostanti a causa delle forze di pressione e/o di taglio. I segni includono zone di pelle intatta dal viola al marrone, e vescicole o bolle piene di sangue. L'area può risultare più dura, più umida, più calda, o più fredda rispetto al tessuto circostante.

Le ulcere da decubito non sempre si presentano come stadio I e poi progrediscono negli stadi più avanzati. A volte, il segno iniziale di un'ulcera da decubito è una lesione profonda e necrotica, stadio III o IV. In uno sviluppo rapido di un'ulcera da decubito, il tessuto sottocutaneo può divenire necrotico prima dell'erosione epidermica. Così, una piccola ulcera può in effetti presentare un'estesa necrosi e danno sottocutaneo.

Complicanze

Le ulcere da decubito sono un serbatoio per microrganismi nosocomiali antibiotico-resistenti. L'alta carica batterica all'interno della ferita può ostacolare la guarigione dei tessuti. Se la guarigione della ferita è in ritardo, nonostante un adeguato trattamento, deve essere considerata la possibilità di una sottostante osteomielite (presente in fino al 32% dei pazienti) o raramente di un carcinoma a cellule squamose all'interno dell'ulcera (ulcera di Marjolin). Altre complicanze locali delle ulcere da decubito che non guariscono sono i tragitti fistolosi, che possono essere superficiali o mettere in comunicazione l'ulcera con le strutture profonde adiacenti (p. es., tragitti fistolosi da un'ulcera sacrale fino all'intestino), cellulite e calcificazioni tissutali. Complicanze infettive sistemiche o metastatiche possono includere batteriemia, meningite, ed endocardite.

Diagnosi

· Valutazione clinica

· Valutazione nutrizionale

La diagnosi di ulcere da decubito si basa sulla valutazione clinica. Le ulcere causate da insufficienza arteriosa e venosa o da neuropatia diabetica possono mimare le ulcere da decubito, in particolare agli arti inferiori, e possono anche essere aggravate dalle stesse forze che causano o peggiorano le ulcere da decubito.

Può essere difficile determinare la profondità e l'estensione delle ulcere da decubito. La stadiazione e le fotografie in serie delle ferite sono essenziali per il monitoraggio della progressione o della guarigione delle ulcere. Sono disponibili diverse scale di valutazione della guarigione. La scala Pressure Ulcer Scale for Healing (PUSH), concepita come un'integrazione del sistema di stadiazione NPUAP, è stata adottata da molte istituzioni.

L'esame colturale di routine non è raccomandato perché tutte le ulcere da decubito sono fortemente colonizzate da batteri.

Una valutazione nutrizionale è consigliata nei pazienti con ulcere da decubito, in particolare in coloro che presentano ulcere in stadio III o IV. Esami raccomandati includono ematocrito, transferrina, prealbumina, albumina e conta linfocitaria totale e dei CD4+. La denutrizione richiede un'ulteriore valutazione e trattamento.

Le ulcere che non guariscono possono essere dovute a un trattamento inadeguato ma devono far nascere il sospetto di una complicanza. Dolorabilità, eritema della cute circostante, essudato oppure odore sgradevole suggeriscono la presenza di un'infezione sottostante. La febbre e la leucocitosi devono indurre il sospetto di una cellulite, una batteriemia o di un'osteomielite sottostante. Nel sospetto di un'osteomielite, si raccomanda di eseguire emocromo, emocolture, velocità di eritrosedimentazione o proteina C-reattiva. L'osteomielite è confermata in modo ideale dalla biopsia ossea e dall'esame colturale, ma questo non è sempre possibile. Le metodiche di immagine non presentano la combinazione di alta sensibilità e specificità. La RM è sensibile ma non specifica e può aiutare a definire l'estensione dell'ulcera da decubito. La RM con gadolinio può aiutare ad identificare tramiti fistolosi drenanti o comunicanti.

Prognosi

La prognosi delle ulcere da decubito allo stadio iniziale è eccellente, se si attua un trattamento tempestivo appropriato, ma il processo di guarigione richiede generalmente alcune settimane. Dopo 6 mesi di trattamento, > 70% delle ulcere da decubito di stadio II, il 50% di quelle di stadio III, e il 30% di stadio IV si risolve. Le ulcere da decubito si sviluppano spesso in pazienti che ricevono cure subottimali e/o presentano disturbi significativi che compromettono la guarigione delle ferite (p. es., diabete, malnutrizione, arteriopatia periferica). Se la cura dell'ulcera e la gestione dei disturbi concomitanti non possono essere migliorati, i risultati a lungo termine sono deludenti, anche se nel breve termine si ottiene la guarigione della ferita.

Trattamento

· Riduzione della pressione

· Cura diretta dell'ulcera

· Gestione del dolore

· Controllo delle infezioni

· Valutazione dei bisogni nutrizionali

· Terapia integrativa o intervento chirurgico

Riduzione della pressione

La riduzione della compressione tissutale si realizza attraverso un corretto posizionamento del paziente, dispositivi di protezione, e l'uso di superfici di supporto.

Il cambio frequente di posizione (e la scelta della posizione più adatta) è di massima importanza. Un programma scritto va o utilizzato per dirigere e documentare i cambi di posizione. I pazienti allettati devono essere girati almeno ogni 2 h e posti in modo da formare un angolo di 30° rispetto al materasso quando sono sul fianco (ossia decubito laterale) per evitare una pressione diretta sul trocantere. L'elevazione della testa del letto deve essere minima per evitare gli effetti delle forze di taglio. Nel cambio di posizione dei pazienti, devono essere utilizzati dispositivi di sollevamento (p. es., un telaio Stryker) o biancheria da letto, invece di trascinare i pazienti al fine di evitare inutili frizioni. I pazienti sulle sedie devono essere riposizionati ogni ora, e incoraggiati a cambiare posizione da soli ogni 15 min.

Imbottiture protettive come cuscini, cunei di schiuma, e talloniere possono essere collocate tra le ginocchia, le caviglie, e i talloni quando i pazienti sono in posizione supina o su di un lato. Nei pazienti immobilizzati per fratture si devono ritagliare delle fenestrature negli apparecchi gessati nei punti sottoposti a pressione. I pazienti in grado di sedersi su una sedia devono essere forniti di cuscini morbidi.

Le superfici di supporto sotto i pazienti allettati si possono cambiare per ridurre la pressione. Spesso sono combinate con altre misure nel trattamento delle ulcere da decubito.

Le superfici di supporto sono classificate in base alla necessità di elettricità per funzionare. Le superfici statiche non richiedono elettricità, a differenza delle superfici dinamiche. Anche se le superfici dinamiche sono di solito raccomandate per le ulcere da decubito più gravi, nessuna prova conclusiva favorisce le superfici dinamiche rispetto alle statiche.

Le superfici statiche comprendono materassi e copriletti ad aria, gommapiuma, gel e acqua. I materassi a porta-uova non offrono alcun vantaggio. In generale, le superfici statiche aumentano l'area di appoggio e riducono le pressioni e le forze di taglio. Le superfici statiche sono state tradizionalmente utilizzate per la prevenzione delle ulcere da decubito o per le lesioni di stadio I.

Le superfici dinamiche comprendono materassi ad aria alternata, materassi a bassa perdita d'aria, e materassi ad aria fluidizzata. I materassi ad aria alternata hanno camere d'aria che vengono gonfiate e sgonfiate alternativamente da una pompa, spostando così le pressioni di appoggio da un lato all'altro. I materassi a bassa perdita d'aria sono cuscini giganti permeabili all'aria che vengono gonfiati continuamente con aria; il flusso aereo ha l'effetto di asciugare i tessuti. Questi materassi speciali sono indicati per i pazienti con ulcere di stadio I che sviluppano iperemia sulle superfici statiche e per i pazienti con ulcere da decubito di stadio III o IV. I materassi ad aria fluidizzata (ad alta perdita d'aria) contengono perle rivestite di silicone che si sciolgono quando l'aria viene pompata attraverso il letto. I vantaggi comprendono riduzione dell'umidità e refrigerazione. Questi materassi sono indicati nei pazienti con ulcere da decubito torpide di stadio III o IV o con numerose ulcere del tronco (Alternative per le superfici di supporto).

Cura diretta dell'ulcera

La gestione accurata dell'ulcera comporta la pulizia, lo sbrigliamento, e le medicazioni.

La detersione deve essere effettuata all'inizio e ad ogni cambio di medicazione. La soluzione fisiologica è solitamente la scelta migliore. La detersione spesso consiste nell'irrigazione a pressione sufficiente per rimuovere i batteri senza traumatizzare i tessuti; si possono utilizzare siringhe commerciali, flaconi tipo spruzzette o sistemi elettrici a pressione. L'irrigazione può aiutare anche a rimuovere il tessuto necrotico (sbrigliamento). In alternativa, si può utilizzare una siringa da 35 mL e un catetere da 18 per uso EV. L'irrigazione deve continuare fino alla rimozione di tutti i detriti. Disinfettanti (iodio e acqua ossigenata) e antisettici possono danneggiare il tessuto di granulazione e pertanto devono essere evitati.

Lo sbrigliamento è necessario per rimuovere i tessuti necrotici. Il tessuto necrotico è un mezzo per la crescita batterica e blocca la normale guarigione della ferita. I metodi comprendono

· Sbrigliamento meccanico: questa metodica utilizza l'idroterapia (getti d'acqua) e più comunemente medicazioni wet-to-dry. La detersione delle ferite mediante irrigazione a pressioni opportune può anche determinare un debridement meccanico. Lo sbrigliamento meccanico rimuove i residui necrotici dalla superficie della ferita e deve essere fatto solo su ferite con essudato poco adeso. Le medicazioni wet-to-dry devono essere utilizzate con cautela perché il cambio è spesso doloroso e può danneggiare il sottostante tessuto di granulazione sano.

· Curettage (sbrigliamento chirurgico): questo metodo comporta l'uso di un bisturi sterile o forbici per rimuovere escara e necrosi di spessore. Lo sbrigliamento di piccole escare può essere eseguito al letto del paziente, mentre quello di superfici estese o profonde (p. es., se sono esposte ossa, tendini, o articolazioni sottostanti) va eseguito in sala operatoria. Il curettage deve essere eseguito con urgenza in caso di avanzamento della cellulite o per lesioni che possono causare sepsi.

· Sbrigliamento autolitico: le medicazioni sintetiche occlusive (idrocolloidi/idrogel) o semi-occlusive (pellicola trasparente) le medicazioni sono utilizzate per facilitare la digestione dei tessuti morti da parte degli enzimi già normalmente presenti nella ferita. Il debridement autolitico può essere utilizzato per piccole ferite poco essudanti. Questo metodo non deve essere utilizzato se si sospetta un'infezione della ferita.

· Debridement enzimatico: questa tecnica (mediante l'utilizzo di collagenasi, papaina, fibrinolisina, deoxyribonucleasi, o streptochinasi/streptodornasi) può essere impiegata nei pazienti con minimo tessuto fibrotico o necrotico all'interno dell'ulcera. Può essere utilizzato anche per i pazienti i cui tutori non sono addestrati ad eseguire sbrigliamento meccanico o per i pazienti che non possono sottoporsi a un intervento chirurgico. Questa è più efficace dopo caute e prudenti incisioni trasversali sulla lesione con un bisturi per migliorare la penetrazione.

· Biochirurgia: la terapia con larva medica è utile per rimuovere selettivamente il tessuto necrotico morto. Questo metodo è più utile in pazienti che presentano ossa, tendini, e articolazioni esposti nella ferita dove il curettage è controindicato.

Le medicazioni sono utili per proteggere la ferita e facilitare il processo di guarigione ( Alternative per le medicazioni delle ulcere da decubito).

Le medicazioni devono essere utilizzate per le ulcere da decubito di stadio I soggette a sfregamento o all'incontinenza e per tutte le altre ulcere (Alternative per le medicazioni delle ulcere da decubito).

Nelle ulcere da decubito di stadio I soggette a maggiore attrito, sono sufficienti le pellicole trasparenti. Per le ulcere da decubito con essudato minimo, vengono utilizzate le pellicole trasparenti o gli idrogel, si tratta di medicazioni costituite da un polimero reticolato, in fogli o gel, utili per proteggere la ferita da infezioni e creare un ambiente umido. Le pellicole trasparenti o gli idrogel vanno cambiati ogni 3-7 giorni.

Gli idrocolloidi, che combinano gelatina, pectina e carbossimetilcellulosa in forma di cialde e polveri, sono indicati per le ulcere da decubito con essudato da scarso a moderato e vanno cambiati ogni 3 giorni.

Gli alginati (polisaccaridi derivati da alghe contenenti acido alginico), disponibili in forma di tamponi, fasce e strisce sono indicati per l'assorbimento di abbondante essudato e per controllare il sanguinamento dopo sbrigliamento chirurgico. Gli alginati possono essere posizionati fino a 7 giorni, ma devono essere rimossi prima se diventano saturi.

Le medicazioni in schiuma possono essere utilizzate nelle ferite con vari gradi di essudazione e offrono un ambiente umido che favorisce la guarigione della lesione. Le medicazioni in schiuma devono essere cambiate ogni 3-4 giorni. Versioni impermeabili proteggono la cute dall'incontinenza.

Gestione del dolore

Le ulcere da decubito possono causare dolore significativo. Il dolore deve essere monitorato regolarmente utilizzando una scala di valutazione del dolore. Il trattamento primario del dolore coincide con il trattamento dell'ulcera stessa, tuttavia, in caso di dolore da lieve a moderato è utile somministrare un FANS o paracetamolo. Gli oppiacei devono essere evitati, se possibile, perché la sedazione promuove l'immobilità. Tuttavia, gli oppiacei o i preparati non oppiacei topici come per esempio le miscele di anestetici locali possono essere necessari durante i cambi di medicazione e lo sbrigliamento. Nei pazienti con deficit cognitivi, le modificazioni dei parametri vitali possono essere utilizzate come indicatori del dolore.

Controllo delle infezioni

Le ulcere da decubito devono essere valutate regolarmente per i segni di un'eventuale infezione batterica come eritema aumentato, cattivo odore, calore, drenaggio, febbre e leucocitosi. La difficoltà di guarigione di una ferita deve far sorgere il sospetto di un'infezione. Questi risultati anomali suggeriscono che un esame colturale debba essere fatto. Tuttavia, poiché tutte le ulcere da decubito risultano colonizzate, i risultati devono essere interpretati con cautela; la carica batterica piuttosto che la presenza di batteri deve guidare il trattamento.

L'infezione locale della ferita può essere trattata per via topica con agenti come la sulfadiazina argentica, la mupirocina, la polimixina B, e il metronidazolo. La sulfadiazina argentica e gli agenti topici coprenti similari devono essere usati con cautela perché possono impedire la visualizzazione della lesione sottostante e possono essere difficili da rimuovere. Si consiglia una prova di 2 settimane di antibiotici topici per tutte le ulcere da decubito pulite che non guariscono nonostante 2-4 settimane di trattamento adeguato. Gli antibiotici sistemici devono essere somministrati per la cellulite, la batteriemia o l'osteomielite; l'utilizzo deve essere guidato dall'esame colturale dei tessuti, dall'emocoltura, o da entrambi o dal sospetto clinico e non dalla coltura superficiale.

Valutazione dei bisogni nutrizionali

La denutrizione è frequente tra i pazienti affetti da ulcere da decubito e rappresenta un fattore di rischio per il ritardo di guarigione. Gli indicatori della denutrizione sono i valori di albumina < 3,5 g/dL (< 35 g/L) e/o il peso < 80% di quello ideale. L'assunzione di proteine tra 1,25 e 1,5 g/kg/die, che a volte richiede la supplementazione orale, nasogastrica o parenterale, è indicata per la guarigione ottimale. L'evidenza attuale non supporta la supplementazione vitaminica o calorica in pazienti che presentano segni di carenza nutrizionale.

Terapia complementare

Numerose terapie complementari si stanno sperimentando per promuovere la guarigione delle ulcere da decubito:

· Terapia a pressione negativa: la terapia a pressione negativa (vacuum assisted closure, o VAC) applica un'aspirazione alla ferita. Può essere applicata per pulire le ferite. Prove di efficacia di qualità superiore non esistono ancora, ma la terapia a pressione negativa ha mostrato qualche evidenza in piccoli studi.

· Fattori di crescita ricombinanti topici: qualche evidenza suggerisce che l'uso di vari fattori di crescita ricombinanti topici (p. es., nerve growth factor, platelet-derived growth factor) ed equivalenti cutanei facilitano la guarigione della ferita.

· Terapia di stimolazione elettrica: la terapia di stimolazione elettrica in combinazione con la terapia standard della ferita può favorire la guarigione della ferita.

· Ultrasonografia terapeutica: si utilizza in alcuni casi l'ultrasonografia, ma non vi è alcuna prova di beneficio o danno.

· Magnetoterapia, fototerapia (laser), calore, massaggi, e terapia iperbarica O2: nessuna evidenza supporta l'efficacia di questi trattamenti.

Chirurgia

I difetti cutanei estesi, specialmente con esposizione delle strutture muscoloscheletriche, richiedono una chiusura chirurgica. Gli innesti cutanei sono utili per i difetti ampi e superficiali. Tuttavia, dato che gli innesti non aumentano la perfusione ematica, si devono mettere in atto delle misure per prevenire l'incremento pressorio sull'area ischemica e la progressione della lesione. I lembi miocutanei, grazie alla distribuzione del loro carico pressorio e alla ricca vascolarizzazione, sono le chiusure di scelta sulle grandi salienze ossee (di solito il sacro, l'ischio, e i trocanteri). La chirurgia può rapidamente migliorare la qualità della vita nei pazienti con ulcere da decubito. I risultati chirurgici sono migliori se preceduti da un trattamento ottimale dello stato di denutrizione e delle comorbilità.

Prevenzione

La prevenzione richiede

· Identificazione dei pazienti ad alto rischio

· Cambio di posizione

· Scrupolosa cura della pelle e igiene

· Evitare l'immobilizzazione

I rischi per il paziente devono essere valutati sulla base della valutazione clinica di medici qualificati e sull'uso di scale di valutazione del rischio.

Il trattamento e la prevenzione si sovrappongono notevolmente. Il cardine della prevenzione è il frequente cambiamento di posizione. La pressione non deve essere continua su ciascuna superficie ossea per > 2 h. I pazienti che non sono in grado di muoversi da soli devono essere riposizionati e imbottiti con cuscini. I pazienti devono essere mobilizzati anche quando sono adagiati su materassi a bassa pressione. Le zone sottoposte a pressione devono essere controllate per rilevare eventuali eritemi e/o traumi almeno 1 volta al die, con illuminazione adeguata. Si devono istruire i pazienti e i membri della famiglia a una "routine" giornaliera di osservazione e palpazione delle aree di potenziale formazione di ulcere.

Si deve prestare quotidianamente attenzione all'igiene e all'asciugatura per prevenire la macerazione e la sovrainfezione secondaria. Per evitare il contatto reciproco delle varie superfici corporee si possono utilizzare imbottiture protettive, cuscini o velli di pecora. Lenzuola e indumenti devono essere cambiati frequentemente. Nei pazienti incontinenti, le ulcere devono essere protette dalla contaminazione; le medicazioni in materiale sintetico possono essere d'aiuto. La lacerazione cutanea può essere prevenuta pulendo e asciugando la cute con scrupolo (tamponando e non sfregando la cute) e usando creme antifungine e pomate-barriera o fazzoletti protettivi. L'utilizzo del nastro adesivo deve essere ridotto, perché può irritare e addirittura lacerare la pelle fragile. Le zone soggette ad attrito possono essere cosparse con talco comune. L'uso di amido di mais è sconsigliato perché può favorire la crescita microbica.

Soprattutto, deve essere evitata l'immobilizzazione. I sedativi devono essere ridotti al minimo, e i pazienti devono essere mobilizzati in modo più rapido e sicuro possibile.

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Quali danni sono risarcibili

Ogni caso di lesioni personali o di danno da morte è diverso e, quindi, non esiste un importo standard di risarcimento.

L'importo che riceverai dipenderà dalle tue circostanze, dalla gravità delle tue lesioni e dalla durata dell'inabilità causata dalle lesioni stesse.
Il risarcimento del danno da morte dipenderà da tante variabili (coabitazione, intensità del vincolo, età, ecc) e potrà essere diverso da un parente all'altro.

A seguito delle Sentenze del 2008 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazioni, i danni si distinguono in due categorie: danni non patrimoniali e danni patrimoniali.

In questa pagina puoi trovare una elencazione dei danni risarcibili.


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